Tuesday, September 20, 2016

Punto di fuga

Dopo quella che posso definire la più difficile e pesante giornata lavorativa dopo un anno e mezzo, sento il bisogno di pensare a qualcosa di piacevole e allora vi racconto del mio "punto di fuga".

Il mio nuovo ufficio si trova in mezzo alla campagna. Come dicono qui: In the middle of nowhere! La mattina alle 7:45 porto un gruppo di bambini a prendere lo school bus di fronte alla scuola. E sto con loro finché non arriva il bus. Siccome abbiamo ancora delle belle giornate, anche se freschine, li porto fuori un po' prima così stanno all'aperto e anche io mi godo quel momento di pace.

Una delle prime mattine c'era un bel sole, la sera prima aveva piovuto e c'era ancora quell'odore di umido della campagna.  C'era qualcosa di famigliare in quell'odore acre di erba, di terra, di campagna e umidità. E d'un tratto guardo un punto davanti a me...

Niente di speciale. Per chiunque altro. Ma la quiete di quel posto, l'odore e quel paesaggio mi hanno catapultato nel passato, nelle mille estati passate a Ca' di Pippo, la casa della famiglia di mio papà vicino a Monghidoro. Davanti a Ca' di Pippo, al di là della strada c'è un panorama MOLTO simile, o almeno io me lo ricordo così.





E così ora ogni mattina mi prendo quel gruppo di bambini e li porto ad aspettare il bus e io col pensiero vago nel passato. E' il mio punto di fuga: lì, in quel luogo preciso, torno ad essere quella bambina cicciottella e lentigginosa in cerca di una mucca marrone (questa pochi la capiranno!).

Spero di non avere mai più giornate così pesanti al lavoro, augurandola invece ad altre persone. Dovesse succedere ancora, mollo tutti, mi prendo una sedia (comoda) e mi piazzo lì.

Saturday, September 3, 2016

Diario di viaggio Vacanze 2016

Eccolo finalmente!
Per chi fosse interessato, ecco una lettura per delle uggiose giornate autunnali o per chi soffre di insonnia!!!

Diario di viaggio - Summer 2016 - Passaggio a Nord Ovest

Magari trovate idee e spunti interessanti per organizzare il vostro prossimo viaggio.

Monday, June 27, 2016

E siamo arrivati a 5!!!


Tutto ebbe inizio Lunedì 27 Giugno 2011 con QUESTO POST.  E oggi è Lunedì 27 Giugno 2016.

E in men che non si dica, quella che era cominciata come una vacanza,  si è trasformata in una nuova vita.

Loro erano così:


Francy aveva 9 anni appena compiuti e Stefano 11, appena compiuti anche lui.
Nel frattempo loro sono andati a scuola (1^ media lui e 4^ elementare lei), si sono distinti per la velocità con cui hanno imparato la lingua; sono cresciuti (troppo in fretta), sono diventati ragazzi maturi, svegli, aperti. Hanno vissuto momenti anche difficili ma, insieme, li abbiamo affrontati e ora ci possiamo ridere sopra. 
Ci siamo fatti diverse splendide vacanze in giro per gli USA, approfittando del fatto che eravamo qui e abbiamo voluto conoscere meglio il paese che ci ospita, e siamo rientrati in Italia ogni anno per Natale. Io e Ale ci siamo sposati



E ora? Ora loro sono così:

Lui pronto ad essere un Junior e lei una Freshman. In poche parole: lui si prepara al terzo e penultimo anno di High School e lei al primo anno. Andranno nella stessa scuola (finalmente stessi orari!).
E tutto questo è successo in 5 anni. 5 fantastici anni. Non ne rimpiangiamo nemmeno uno.

Augurando anche a voi il di trovare il coraggio di trasformare la vostra vita e realizzare i vostri sogni, spegniamo le luci, esprimiamo un desiderio e soffiamo sulle candeline!

TANTI AUGURI E BUONA VITA A NOI !!!

Friday, June 17, 2016

Tick Tock

Bandiera fuori dal balcone e start al tempo... vediamo quanto ci impiegano a lamentarsi.

Monday, June 6, 2016

E' faticoso comunicare in una lingua straniera

A volte ci si deprime. Ed è anche difficile da spiegare. Ma parlare/scrivere, insomma, comunicare ogni giorno in una lingua che non è la tua, è davvero una lotta continua.
E lo vedi nelle facce delle persone che non riescono a capire quello che cerchi di esprimere. O quando cerchi tu di capire cosa ti stanno raccontando. E niente, sono quasi 5 anni che siamo qui, anche se io solo da 1 anno lavoro e quindi è da poco che uso quotidianamente la lingua; scrivo email, parlo coi genitori, CERCO DI CAPIRE I BAMBINI, parlo al telefono. Ma le lacune sono ancora immense. Soprattutto nel farmi capire o nell'esprimere le emozioni. Non ne avete idea se non l'avete provato.
Non è andare in vacanza all'estero. Ma vivere. Lavorare. Mangiare. Affittare. Comprare. Contrattare.
E poi mi chiedo: ma che avranno mai capito di quello che ho detto? Avranno davvero capito quello che volevo dire o hanno capito Roma per Toma?

 E oggi leggevo un post di Rick Zullo, lui è il mio alter-ego: lui è un americano che vive in Italia, a Roma. In QUESTO POST Rick prova a scrivere una lettera in italiano. Fa tanti errori. Alcuni sono dovuti ad una traduzione letterale dall'inglese all'italiano. Ma tutto sommato il senso è chiaro ed è ben scritta. Ma io so che lui non è italiano. Io so quello che lui sta vivendo e gli sforzi che sta facendo.
Mi chiedo se chi legge le mie mail prova mai a mettersi nei miei panni. Chi legge le mie mail prova mai a pensare: "E sei io dovessi andare in Italia, scriverei così? Meglio? Peggio?"

Forse se tutti imparassimo a metterci nei panni dello straniero, sarebbe tutto più facile.

Sunday, May 29, 2016

Un piccolo passo per l'umanità, un grande passo per la mia piccolina

Ogni anno, l'avvicinarsi della fine della scuola, mi emoziona. Anche in Italia succedeva. Sembrava quasi che fossi più emozionata io dei miei figli.
Percepisco la loro stanchezza, la fatica di arrivare agli ultimi giorni e completare tutto il programma.
Ma questo è un anno speciale, quasi come quello di 3 anni fa: anche mia figlia esce dalla scuola media e si appresta ad entrare nel mondo dei grandi, nella HIGH SCHOOL, la scuola alta!
Non ci posso ancora credere, eppure è così. E dopo di lei più nessuno. Tutti alla High School. E' un passo enorme!
E con lei che esce dalle scuole medie, anche il mio ruolo di Vice Presidente dell'Associazione Genitori si è conclusa. Al liceo non esiste più. Al liceo i genitori non partecipano più alla vita scolastica dei figli. Non che alle medie ci fosse una partecipazione assidua, ma anche se non venivano alle riunioni, quando si chiedeva il supporto dei genitori, arrivavano. Al liceo qui i ragazzi son grandi e possono essere lasciati liberi. Qui poi la maggior parte dei ragazzi a partire dal secondo anno di liceo, lavorano.
E un ragazzo che ha la patente e lavora, non ha sicuramente bisogno di genitori che gli gironzolano intorno nei corridoi della scuola. Quei corridoi sono una loro proprietà e i genitori sono ammessi solo il giorno dei colloqui. Una volta varcata la porta della scuola, la famiglia viene lasciata fuori ed entrano in un mondo tutto loro. Noi dobbiamo lasciarli fare e fidarci.

E comunque fra pochi giorni assisteremo alla cerimonia di consegna dei diplomi della Signorina di casa. L'emozione è tanta. E ogni volta che assisto a questi eventi, non posso non pensare che siamo arrivati qui 5 anni fa e che questi due ragazzi... 

NON SAPEVANO UNA PAROLA DI QUESTA LINGUA E ORA LA PADRONEGGIANO COME NIENTE FOSSE...
Scusate ma credo di avere tutto il diritto di emozionarmi!

Wednesday, April 27, 2016

Thursday, April 14, 2016

C'è sempre una prima volta!

L'HO FATTO!!! OGGI PER LA PRIMA VOLTA DA QUANDO SIAMO ARRIVATI QUEL FATIDICO 27 GIUGNO 2011.

Ultimamente al lavoro mi stanno massacrando con orari e corse pazze sulle strade Kenoshane. Anche oggi. Avevo mezz'ora scarsa per percorrere le 12 miglia che mi separavano da un Campus all'altro. Ho preso la decisione e l'ho fatto:  
sono entrata nel drive thru dello Starbucks vicino al mio ufficio, ho fatto il mio ordine parlando con la signorina attraverso il microfono, sono andata alla finestra seguendo la fila, ho pagato e mi sono portata via il mio TALL CARAMEL FRAPPUCCINO bevendolo mentre guidavo.

Son passi importanti.

Thursday, March 31, 2016

Lasciamo le nostre tracce

"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."
(Cesare Pavese, "La luna e i falò")
Qualche giorno fa un'amica ha pubblicato questa frase su facebook e da allora ci sto pensando. 
E' vero: lasciare il segno, un ricordo di sé. Sapere che nel tuo passaggio hai lasciato un ricordo nella gente, possibilmente un bel ricordo, è un "far parte della comunità". 
Anche se poi te ne vai, o te ne devi andare. Qualunque ne sia il motivo.
Lasciare le proprie tracce.

Mi fa pensare ad un ricercatore storico che, un giorno nel futuro, facendo delle ricerche, incappa su una mia traccia. Un articolo su un giornale, il ricordo di un vicino di casa o di un amico. 

Ecco, io questo sto facendo: lascio le tracce, lascio qualcosa di mio nella comunità, per non sentirmi sola.  E il pensiero che un giorno, forse, qualcuno calpesterà queste tracce e che le mie tracce potranno aiutare quel qualcuno a sentirsi meno solo, ecco, mi fa sentire utile.

E io lo so. Io so che sto lasciando dei buoni segni nella terra che calpesto.

Thursday, March 17, 2016

Cieli che fanno sognare




Mi fa impazzire questo cielo.
Mi sembra che guardare altrove sia uno spreco: passerei ore e ore a fissarlo, a guardare con quanta velocità riesce a cambiare. Da stamattina alle 10 che era terso, alle nuvole pomeridiane che correvano veloci nel blu. Colori che inebriano, luci che acciecano. Vasto, tanto da averlo tutto intorno. Come si fa a non amarlo?



Wednesday, March 2, 2016

Andiamo in gita scolastica?

Ah no, non si devono più chiamare gite. Come si chiamano ora? Uscite didattiche?

Normalmente qui sono uscite di una giornata in qualche museo o scuola nei dintorni. Poi ieri nostro figlio ci manda questo messaggio:
"Papi non ti arrabbiare ma field trip a Costa Rica alla bellezza di 2 mila cinquecento dollari"

Questa gita, passatemi il termine perché non si tratta di un'uscita didattica ma di una vera e propria gita, è stata segnalata dall'insegnante di spagnolo ed è organizzata da WorldStrides. Fortunatamente non vi è alcun obbligo a partecipare!

La gita, della durata di 8 giorni, viaggi inclusi, si svolgerebbe in Costa Rica. Si intitola PURA VIDA (guardate il link per vedere di cosa si tratta!) perché porterebbe gli studenti a contatto con la natura e la vita selvaggia della foresta.
Si svolgerebbe dal 14 al 21 Aprile 2017!
Il costo è di $2,578 se si dà conferma entro il 17 Marzo 2016, altrimenti sono $3,278. Ovviamente consigliano anche di fare l'assicurazione in caso tu fra 13 mesi sia impossibilitato a partecipare. Mica lo sai se il 14 Aprile del prossimo anno c'hai la broncopolmonite!
Se volessi andarci pure io, il costo per me sarebbe $2,928 (sempre con lo sconto di $700 se prenoto entro il 17 Marzo!).

Ma con che coraggio chiedono una cosa del genere?

It's a cultural shock!

Non riesco ad abituarmici al formalismo!
Io a scuola avevo la maestra Pinuccia e Gabriella, Piera era quella dell'asilo. Poi alle medie e al liceo si passava al generico "prof". Le amiche di mia mamma le chiamavo tutte per nome e anche i vicini di casa. I miei amici mia mamma la chiamavano per nome.

Le maestre dei miei figli le chiamavo per nome e anche i miei figli le chiamavano per nome.

Qui no! Qui c'è il Ms. (o Mrs.  se hai l'assoluta certezza che è una donna sposata) e Mr. seguito dal cognome fin dall'asilo. E non si scappa. Povere creature! Nel mio caso è stata concessa un'eccezione perché far dire il mio cognome mi pareva una dannazione.
Gli amici dei miei figli mi chiamano col cognome di mio marito perché qui la norma vuole che al momento del matrimonio la moglie cambi il cognome... sai che casino? Dover cambiare tutti i documenti... senza parlare della facilità con cui divorziano e si risposano... non sarebbe più semplice mantenere il proprio cognome? No. All'atto del matrimonio devi crocettare una casellina se NON vuoi cambiare il cognome!

A me piacerebbe tanto di più se mi chiamassero col mio nome senza quel Ms. davanti! Mi farebbe sentire meno vecchia ma soprattutto più "amica". Meno distaccata.
Ma si offendono qui. Ci tengono tantissimo a questi formalismi, alle etichette.

Saturday, February 27, 2016

Front, il mio ragazzo va in scena!

Seduta nella platea, un pubblico non particolarmente folto, ma è giovedì ed è solo la seconda di 6 serate.
Si spengono le luci.
Il teatro è piuttosto grande ed è all'interno della High School (pubblica!).
Il palco è ben allestito.
Attori e attrici si alternano su quel palco per dare vita a questa storia. In realtà non si tratta di attori né di attrici ma di studenti del liceo e uno delle medie che sono lì a seguito di un'audizione. Non hanno fatto alcuna scuola. Alcuni, ad esempio mio figlio, a scuola fanno un corso di recitazione, ma non tutti.
Ci raccontano la Seconda Guerra Mondiale dalla parte di chi ha salutato i propri cari ed è rimasto ad aspettare il loro ritorno: sono madri, mogli, fidanzate, figli... Raccontano come hanno affrontato la morte dei loro cari, o il rientro dei loro cari feriti e mutilati. O la loro stessa morte. Parlano con la morte. Affrontano la morte. Un momento si ride, soprattutto quando entra in scena mio figlio. Un momento si piange. E fra una lacrima ed un sorriso io vorrei alzarmi e urlare:
QUELLO È MIO FIGLIO! QUEL RAGAZZO È ITALIANO! QUEL RAGAZZO FINO A 4 ANNI FA NON PARLAVA QUESTA LINGUA! GUARDATELO ORA!
Ovviamente non lo faccio e lo tengo per me.
 

Finisce lo spettacolo fra un kleenex e l'altro e aspetto il mio ragazzo. E poi arriva, bello come il sole. e ragazze e ragazzi mi si avvicinano "OH MY GOD! ARE YOU STEFANO'S MOM?" e mi abbracciano... Wow! Merito delle mie torte, a quanto pare.

Sono andata a vedermelo 3 volte e ancora ieri sera mi sono commossa. E mi gongolavo quando la gente del pubblico mi si avvicinava per farmi i complimenti. Fra questi anche una famiglia francese, qui dal 2008. Anche loro sanno cosa significa avere un figlio su quel palco.
http://i.imgur.com/GTZZD8S.jpg
Ed eccolo qui, in primo piano sul giornale di Kenosha... StAfano... va bene lo stesso!

Friday, February 5, 2016

Rispondo a Cristina

Qualche giorno fa ho conosciuto, tramite feisbuk, Cristina, una ragazza di Roma che ci segue da sempre e che divora il nostro blog. Ultimamente non ha nutrito molto la sua curiosità, ma mi ha dato lo stimolo per riprendere un po' a scrivere.
Oggi mi ha mandato una sequela di domande incuriosita da faccende "quotidiane". Vuole sapere un po' come sono le cose, come funzionano veramente.
Ci tengo a puntualizzare che tutte le mie risposte si basano sulla nostra personalissima esperienza. Quello che è vero per me, non è detto che per un altro sia vero allo stesso modo. Gli USA, oltre ad essere immensi, sono stati federali: ogni stato funziona in modo diverso e anche ogni contea. Quindi non prendete tutto per oro colato.

SCUOLA: È vero che le scuole americane in confronto alle nostre non sono migliori, culturalmente parlando? Mi hanno detto che fino alle superiori sono meglio le nostre, mentre l'università e i master sono meglio da loro. Praticamente, loro rimangono nel loro circondario (l'America), tutto cio che è fuori dagli USA, non la conoscono. O cmq molto poco. Studiamo con test, quiz ecc (tipo scuola guida)  non come noi! 

E’ tendenzialmente vero. Ma analizzando le cose, noi non siamo meglio. Mi spiego: io a scuola non ho mai studiato la Guerra d’Indipendenza Americana o la Guerra Civile. Quello che so l’ho imparato per mio interesse personale o dai film. Geografia: noi italiani sappiamo che c’è Nord America e Sud America. Ma la suddivisione degli Stati Americani, le capitali, non ne sappiamo niente. C’è chi, sapendo della bufera di neve a New York ha chiesto a noi se stavamo bene: Noi siamo a 900 miglia da New York, dev’essere una bufera immensa per colpire anche noi. Semplicemente non ci sbattiamo ad informarci meglio. E gli strumenti li abbiamo. Questo è un MIO parere.  Loro studiano bene l’America, una spolverata sull’Antico Egitto, Antica Grecia e Antica Roma. Ma matematica e scienze sono avanti, soprattutto hanno parecchi strumenti di apprendimento.
Non fanno i temi (ma io mi lamentavo con l’insegnante italiana di mio figlio perché in 5 anni non ha mai fatto fare un tema!). I test sono a quiz. Ma fanno progetti, spesso in gruppo, e poi fanno l’esposizione orale in classe.
A pulizia, immagino siano meglio loro (da quanto ho potuto vedere in svariate foto). Qui combattiamo ogni giorno con topi e pidocchi.

Eh no! A parte il caso di NY che lotta contro i topi. Ci sono anche qui. E ci sono anche i pidocchi. La sola differenza è che se un bambino ha i pidocchi chiamano subito casa e non può tornare a scuola finché non è completamente libero! Però le strade, i parchi, le aree pubbliche, sono puliti. Le case private... uhm... non si sbattono più di tanto e hanno tutti la moquette che, a parer mio, è ben poco igienica.
La scuola li si paga? Nel senso, noi paghiamo l'asilo (anche se comunale). Paghiamo la mensa alla materna, e poi pagheremo la mensa alle elementari.

Gli asili sono solo privati, almeno qui. Noi qui per la scuola pubblica paghiamo $43 alle elementari e $74 medie e liceo. COMPRESA LA CARTA IGIENICA.  La mensa costa poco, $3.43, ma la qualità è pessima. Di buono c’è che ci si può portare il pranzo da casa: i miei figli si rifiutano di mangiare in mensa!
TASSE: Che tassazione c'è in America? Imu/tasi, mondezza, TV, (a parte luce/gas/telefono/internet), condominio,ecc.
Ogni Stato ha una sua tassazione stabilita in base al territorio, al numero di abitanti, alle imprese e altre menate. Le tasse sulla casa sono piuttosto alte, molto più di quelle italiane. Con una piccola differenza: sai esattamente come verranno usati quei soldi! Spazzatura ha una tassa ma la nostra è inclusa nell’affitto, come anche l’acqua, quindi non so dirti quant’è. Luce/Gas li paghiamo insieme: sarebbero bassi ma si consuma molto più che in Italia. TV, internet e telefono generalmente sono un unico gestore e ti fai fare tu la pianificazione che preferisci. Insomma, tutto abbastanza uguale!
Piccolo particolare: la dichiarazione dei redditi qui si fa entro il 15 Aprile, e se hai diritto ad un rimborso, l’assegno ti arriva circa in due settimane, via posta!
CARTE DI CREDITO: È vero che ti obbligano quasi ad usarle? Cioè, qui io la mia la userò si e no due volte l'anno! Se lì non le usi spesso, ti aumentano le spese del conto (una cosa del genere ora non ricordo benissimo).
Non è esatto. (A parte che in Italia io la usavo per qualsiasi cosa!). La carta di credito qui funziona come le nostre prepagate ma per averla devi avere la Credit History. Praticamente quando tu arrivi dall’Italia o da un paese straniero, per loro sei nessuno. I circuiti, anche se VISA, non sono collegati. Ricominci da zero.  Apri il tuo conto in banca e la banca ti concede un massimale iniziale di $500. Non puoi andare oltre quella spesa. Anche se hai uno stipendio pazzesco e se in Italia avevi un massimale di €4000, a loro non interessa. E appena la usi, devi subito ricaricarci i soldi. Non è alimentata automaticamente dal conto corrente. Dopo un anno o più, se vedono che sei puntuale nel rimborso e se la usi ti alzano il massimale (non ti costringono ad usarla, ma se vuoi crearti questa benedetta credit history, ti consiglio di usarla anche per le caramelle!). Finché non hai una credit history, se chiedi un prestito (per comprare una macchina, ad esempio) ti applicano degli interessi paurosi.
SANITA': A parte l'assicurazione obbligatoria che devi assolutamente avere in America, ma veramente ti lasciano morire per strada  se non ce l'hai o cmq se non copre quella determinata operazione, ecc? Tutti dicono sempre così!
Il mio terrore. Allora: non muori per strada. Il primo soccorso ti è garantito anche senza assicurazione. Ma se hai bisogno di interventi, analisi particolari, cure particolari... son cazzi! Però, c’è sempre un però: qui ci sono ospedali che sembrano dei Grand Hotel, vai a fare una visita e ti fanno tutto subito (anche troppo!) senza code inumane. E la gentilezza, non solo in questo campo, ma in generale, è qualcosa che continua a stupirmi. Ad esempio mia figlia sta facendo delle cure dal dentista: la gentilezza, la dolcezza con cui viene trattata, mi commuove ogni volta. Lo so che non è tutto, ma almeno non esci da lì col fegato grosso (solo col portafogli sgonfio!). Quando vai a fare la spesa, ti salutano tutti, anche quello che fa le pulizie. Se cerchi qualcosa al supermercato, trovi sempre qualcuno gentile che ti aiuta.
RAPPORTI VICINATO: Gli americani sono socievoli oppure no? Mio zio che ha vissuto X anni in America mi racconta sempre che li oh no si fa i fatti propri Del tipo: ciao buon giorno buona sera fine!!! Mica come qui che se incontri un condómino sali a casa dopo 2 ore!!
Beata te! Io ho vissuto dal 2002 al 2011 nello stesso palazzo e solo negli ultimi mesi ho scoperto il nome di quelli di sopra. Con tutti gli altri a mala pena un buongiorno e alcuni solo un grugnito. Qui? Mah, io ho conosciuto quelli di fronte perché i figli vanno a scuola coi miei. Quelli di sotto che sono arrivati un anno fa, sono gli unici con cui ci si scambia qualche chiacchiera e ci si aiuta. Ma prima che arrivassero loro, tabula rasa. Insomma, dipende da dove sei, qui come in Italia.
BUONI SCONTO: sono davvero usati tantissimo? Come in quei programmi che ci fanno vedere tipo: pazzi per la spesa!? Qui se in cassa ti vedono anche solo con 5 buoni le cassiere già rompono! Per non parlare della gente in fila: gli accidenti che tirano!
Gli altri sì, io non ci riesco. Ma quando arrivi alla cassa devi essere paziente perché alcuni tirano fuori un vero e proprio album di buoni e con calma vengono passati. Se sei una persona poco paziente, ti conviene andare alla cassa automatica!
LAVORO: Meritocrazia, rispetto per i ruoli, non c'è limite di età per cercare lavoro? A meno che certo non sei un vecchio decrepito . Ferie "poche" perché sono stacanovisti.
Nel bene e nel male la meritocrazia esiste. Se vedono che ci sai fare, fin dalle elementari, ti portano su un palmo di mano. Ma appena fai una cazzata, da quel podio ci scendi e il posto devi poi riconquistartelo! GIUSTAMENTE! Non c’è limite d’età perché in pratica qui non c’è un’età pensionabile. Non è strano andare al supermercato o al ristorante e vedere una cassiera o un cameriere anziano e anche un po’ malandato.
CASE: Tutte rigorosamente in legno? Solo le fondamenta sono in cemento armato. E hanno sempre le finestre a "ghigliottina", che qui in Italia le hanno proibite
Case in legno, sì. Perché? Mah, forse perché si fa in fretta a metterle su. Le fondamenta sinceramente non so come siano. Ho visto tirar su un fabbricato qui davanti: sì, fondamenta in cemento armato e poi han tirato su i muri prefabbricati. Ma le case non so dirti che fondamenta abbiano. Le finestre: in casa mia, che non è una reggia, ho 3 tipi di finestre diversi, fra qui anche quelle a ghigliottina. Ma non mi pare che siano pericolose.
SCHOOL BUS: Ma è vero che se ti capita di averne uno davanti è assolutamente proibito sorpassarlo? Cioè te lo devi "sorbire" per tutto il tempo?
Non è esatto. Non puoi sorpassarlo quando si ferma per far salire o scendere i bambini: tira fuori un cartello di stop e nessuno, ribadisco NESSUNO, in nessun senso di marcia, può passare. Ma quando è in movimento certo che puoi superarlo, se è lecito! (per tua informazione: sono gratis, almeno qui).
SPAZZATURA: Da voi ce la differenziata immagino.
Ahahahahaha mi vien da ridere! Pensa che qui nel mio quartiere c’è, ma a 1 miglio da casa mia, dove vive una mia amica, no! L’umido va quasi tutto nel tritarifiuti che abbiamo nel lavandino, viene depurato e usato come concime. Poi una volta ogni 2 settimane passano a raccogliere il riciclabile (carta, plastica, alluminio e vetro) e ogni settimana raccolgono l’indifferenziato.
WOW!!! Ho risposto a tutto!