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Wednesday, October 9, 2013

Quanta ricchezza!

Prendo spunto da un articolo letto oggi su VoglioVivereCosì in cui Armando racconta di un'idea grandiosa: il baratto di viaggio. Farsi ospitare in giro per il mondo insegnando qualcosa. E lui, con altri 2 amici/colleghi, hanno anche creato un sito in cui ci si registra, gratis, per offrire ospitalità in cambio di un certo tipo di insegnamento o cercare ospitalità. Insomma, leggetevi l'articolo per capire.

Mentre lo leggevo mi sembrava di leggere la scoperta dell'acqua calda! Non voglio togliere nulla ad Armando e ai loro amici: loro sono andati un po' più sul "materiale" mentre io la vedo un po' più dal punto di vista filosofico della cosa. Insomma, chiunque viaggi, per lavoro o per piacere che sia, sa che da ogni viaggio c'è da imparare. Da ogni viaggio si torna a casa diversi. Ovvio, bisogna tenere occhi e cuore sempre MOLTO aperti.
Ma non basta. Se avete avuto l'occasione di essere ospitati o, come capita a noi ora in questa situazione, di ospitare, be', in questo caso l'insegnamento è immenso.
Ogni persona che è passata di qui, ci ha lasciato qualcosa. Chi viene per una cena, come gran parte dei nostri ospiti più o meno una volta a settimana. O chi viene per stare una o due notti, come è capitato l'estate scorsa e quella appena passata. Ma chiunque lascia in questa famiglia un pezzo di sé e se ne va con un pezzo di noi. Chiunque ha da insegnarci qualcosa. E parlando con gli amici che sono venuti, ho potuto vedermi/vederci con i loro occhi. Cose che per me sono ovvie, normali, coi loro occhi sono diverse. E viceversa. E a volte raccontare i propri pensieri, le proprie paure (perché accidenti se ce ne sono!), dirli a voce alta a qualcuno che TI SA ASCOLTARE, be', che dire? aiuta a vedere tutto più chiaramente.

La nostra vita qui non è solo quella che leggete dietro a queste parole, a questi post a volte divertenti, come quelli di Big Papi, e a volte più sentimentali come i miei. La nostra vita, noi, siamo qualcosa che qui non sempre si legge. E chi ha avuto modo di stare qui con noi, di condividere pranzi o cene o passeggiate sulla spiaggia o tour al walmart o un'alba con una tazza di tè, sa che qui ci sono sentimenti forti, voglia di divertirsi, di condividere e di sperimentare se stessi.

Sono sicura che alcune persone capiscono perfettamente di cosa parlo. Chi sta affrontando una vita da expat lo sa bene. Chi è stato ospite da noi o da altri expat lo sa bene.

La condivisione arricchisce, chi la fa e chi la riceve.

Thursday, July 21, 2011

Condivisione

In un famoso film (Into the wild) viene citata questa frase che oggi mi dà il giusto spunto:
La felicità è nella condivisione
Vero!
E con questo blog lo dimostro.
La gioia di condividere tutto quello che stiamo vivendo in questo viaggio è immensa. Mi fa sentire meno lontana da tutti voi. Ho l'immagine di noi intorno ad un tavolino di bambù, su una veranda arieggiata. Sul tavolino una bella limonata fresca e noi a raccontarci le avventure dei nostri viaggi. Ridendo e scherzando sugli aneddoti più simpatici...

Condividere aiuta molto, ve lo assicuro. E' un consiglio. 

Monday, July 18, 2011

A volte...

A volte vorrei raccontarvi tutte le cose che vedo: le strade, gli incroci, le abitudini, i costumi, i negozi. Ma ricordare tutto è difficile.


A volte ho pensato che vorrei avere una telecamera collegata ai miei occhiali e farvi vedere tutto. Ma non è nemmeno giusto così. Qualcosa voglio anche tenerlo per me.


A volte vorrei piangere perché ci si può sentire soli e smarriti, come in questo momento in cui non ho amiche con cui chiacchierare perché state dormendo tutti mentre io mi appresto a preparare cena.


A volte vorrei avere delle certezze che non ho e sapere cosa mi appartiene e cosa invece è di qualcun altro.


A volte ho tanta energia da spaccare le montagne e vorrei usarla solo per qualcosa di buono e positivo. Come la settimana scorsa.


A volte fatico anche ad alzarmi dal letto e il solo pensiero di uscire al caldo e all'afa mi uccide. Come oggi.


A volte ho solo bisogno di 4 chiacchiere con un adulto e un abbraccio...


A volte mi sembra di dovermi vergognare di tutto questo...

Friday, July 8, 2011

Coraggiosa io?

Continuano a dirmi che sono molto coraggiosa. Me l'hanno detto alcune persone che stimo in Italia ma me l'hanno detto anche qui. Eppure a me sembra naturale quello che sto facendo. Faticoso sicuramente. Ma naturale. A parer mio mi ci voleva più coraggio a restare da sola a casa oltre 2 mesi ad aspettare che Father tornasse a casa.
Almeno qui abbiamo la possibilità di fare una vacanza speciale.

Certo non è facile. Io poi passo da momenti di euforia, gioia e serenità. A momenti di terrore, paura di sbagliare o di aver fatto il passo più lungo della gamba.
A volte mi sento molto sola qui, in un paese straniero, passando l'intera giornata con i miei figli senza le mie amiche con cui chiacchierare. E' dura sicuramente. Ma è un'esperienza che rafforza il carattere. Mio e dei miei figli.
A volte vorrei anche piangere ma non è giusto.


Aver incontrato Ralph è stato molto importante anche per una mia serenità interiore. Stamattina ci ha scorazzato in giro per la città facendoci vedere negozietti davvero carini e facendoci conoscere persone deliziose.
Mi ha dato delle speranze!


Un paio di consigli per chiunque voglia fare un'esperienza come questa:
1) cercare un contatto con una comunità italiana. E' vero che è importante parlare l'inglese, ma una persona italiana che vive qui CAPISCE come vi sentite e può aiutarvi. Può guidarvi per la città, farvi conoscere posti e negozi che non si trovano sulle guide. Può dirvi qual'è l'ospedale migliore (facciamo le corna ma è sempre utili saperlo!); può dirvi quali sono le zone più sicure e quelle meno... può darvi tante informazioni ed essere un utile appoggio anche solo morale!

2) avere sempre appresso un'agenda o qualcosa per scrivere dove poter sfogare le proprie sensazioni. Credo sia importante anche per un futuro: poter rileggere le pagine del proprio diario e capire cosa si provava. E' importante mantenere una memoria. Ed è MOLTO importante non aver paura di ammettere che non è facile.

E non vantatevi mai di aver avuto ottimi voti in inglese quando eravate a scuola: anche io li avevo. Era forse la sola materia in cui eccellevo. Ma essere qui, capire e farsi capire dalle persone del posto, NON è come parlare con la propria insegnante. E' tutto diverso. E soprattutto: L'AMERICANO NON E' L'INGLESE! Questo deve essere chiaro!!!


OK! Sfogo finito!!! Adesso si pranza e poi si va al lago!

Friday, July 1, 2011

pensieri in disordine

Mi dicono che dalle foto sembra sia un telefilm americano. Effettivamente è proprio così. Girando per queste strade ci si rende conto che nei telefilm c'è molta realtà. Non intendo quelli polizieschi: non abbiamo mai assistito, in nessuna delle nostre avventure, ad un inseguimento o ad una rapina. Eppure dai telefilm sembra che ce ne siano in continuazione... :)
Se qualcuno ha mai visto un film di quelli che danno su Hallmark, uno la cui protagonista, spesso, è quella che faceva la Casa nella prateria, Laura Ingles. Ebbene: è così.
L'altro pomeriggio avendo trovato una strada chiusa, il navigatore ci ha fatto fare una strada alternativa in mezzo alla campagna. Ai lati della strada si incrociavano magnifiche fattorie. Belle, ordinate. Anche in mezzo alla campagna i prati sono ben curati. Ogni casetta ha il suo giardinetto con l'altalena e il barbeque. E' tutto semplice. La gente è semplice. Sono persone che, almeno per quanto abbiamo potuto appurare fino ad ora, non giudicano mai all'apparenza. E soprattutto, appena scoprono che siamo italiani, diventano ancora più cordiali e OGNI americano ci tiene a dirti che ha un parente italiano. E se non è un parente proprio, come la cameriera dell'altra sera, è acquisito: il nonno del fidanzato, la zia del nonno... ognuno di loro ha un legame con l'Italia e ne va fiero.
E nei negozi, quando ci sentono parlare fra di noi, fanno scommesse sulla nostra provenienza: francesi o italiani? Italiani! E vogliono sapere tutto dell'Italia: come si vive, se ci sono le stesse catene di negozi, come si mangia... I ragazzini poi ti danno consigli sulle scuole migliori.
Non ci si sente fuori posto. Salvo quando vai al supermercato e vuoi pagare la spesa: purtroppo in molti posti le carte di credito italiane, pur essendo carta Oro, non sono accettate. Al benzinaio hanno proprio un blocco per le carte italiane... mah?!

Sono tanti gli americani che vorrebbero venire in Italia... e ho fatto notare che si desidera sempre ciò che non si può avere... come noi italiani desideriamo venir via per poi tornarci!