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Thursday, March 31, 2016

Lasciamo le nostre tracce

"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."
(Cesare Pavese, "La luna e i falò")
Qualche giorno fa un'amica ha pubblicato questa frase su facebook e da allora ci sto pensando. 
E' vero: lasciare il segno, un ricordo di sé. Sapere che nel tuo passaggio hai lasciato un ricordo nella gente, possibilmente un bel ricordo, è un "far parte della comunità". 
Anche se poi te ne vai, o te ne devi andare. Qualunque ne sia il motivo.
Lasciare le proprie tracce.

Mi fa pensare ad un ricercatore storico che, un giorno nel futuro, facendo delle ricerche, incappa su una mia traccia. Un articolo su un giornale, il ricordo di un vicino di casa o di un amico. 

Ecco, io questo sto facendo: lascio le tracce, lascio qualcosa di mio nella comunità, per non sentirmi sola.  E il pensiero che un giorno, forse, qualcuno calpesterà queste tracce e che le mie tracce potranno aiutare quel qualcuno a sentirsi meno solo, ecco, mi fa sentire utile.

E io lo so. Io so che sto lasciando dei buoni segni nella terra che calpesto.

Saturday, January 23, 2016

Strana cosa il destino


Pensieri che mi passano per la testa mentre faccio il letto.

Se mio padre avesse detto SÌ quella volta... Tutto sarebbe stato totalmente diverso.

IO sarei stata totalmente diversa.

Da quando ho saputo che mio papà avrebbe davvero potuto cambiare le nostre vite, non faccio che pensarci. Io non sapevo, anche se lo immaginavo, che nel 1959 fecero a mio padre la proposta di restare negli USA, ma mia madre non volle. Lì per lì m'è preso un colpo: il mio sogno avrebbe potuto essere la mia realtà e quindi i miei sogni sarebbero stati altri...

Poi ci ho pensato bene. Come sarei io? Se fossi nata qui sarei una italo-americana come tante. Non conoscerei il mondo all'infuori degli USA, non saprei parlare italiano, non conoscerei le meraviglie della nostra cultura né della nostra cucina. Magari mi nutrirei di mac 'n cheese e sarei convinta che Olive Garden sia un ristorante italiano. Oddio che orrore! Il solo pensiero mi fa rabbrividire.

Non avrei aperto un blog, o almeno non per le stesse ragioni per cui l'ho aperto, e non avrei avuto l'opportunità di conoscere le meravigliose persone che ho conosciuto.

Ma soprattutto, tutto sarebbe diverso. Non avrei mai incontrato Ale e non avrei questi due meravigliosi figli.

E io non sarei quella che sono, perché io sono quella che sono grazie al mio passato e ai miei sogni. Eh già: i miei sogni sarebbero diversi.

Pazzesco come una decisione presa da un nostro genitore, prima ancora della nostra nascita, possa cambiare completamente la nostra esistenza.

Che meraviglia è il "destino"!!!

Voi avete mai pensato agli incroci sulla strada dei vostri genitori? Le svolte che hanno preso quando voi magari avreste preferito un'altra via? E le vostre scelte? Come hanno cambiato i vostri destini?

Come quando sono andata a lavorare in TIM: inizialmente dovevo andare a Roma ma mi chiesero di andare a Venezia per tre mesi per avviare un progetto. Allo scadere dei tre mesi però io chiesi di restare a Venezia e dopo pochi mesi arrivò Ale a lavorare per me come consulente... Se fossi andata a Roma non ci saremmo rivisti...

Friday, April 1, 2011

Cari Amici

Per tutti voi che so che leggete questo blog: GRAZIE!
Le emozioni che stiamo vivendo in questa esperienza sono forti, meravigliose. Ce le porteremo nel cuore per sempre. Ma non ci sarebbe lo stesso piacere se le vivessimo solo per noi stessi senza avere qualcuno con cui condividerle.
A volte siamo spaventati, a volte emozionati, a volte esaltati. E anche i bambini hanno emozioni spesso contrastanti: a volte riusciamo a fare qualcosa che piace a tutti; a volte invece ne accontentiamo uno e l'altro si annoia. Non possiamo accontentare tutti. E in questi momenti abbiamo un bambino triste, uno felice e una Mother inca$$ata perche` non riesce a far capire che non sempre puo` soddisfare tutti.
Il momento dei compiti siamo riusciti a farlo digerire ma ci sono voluti parecchi giorni e parecchie discussioni per far capire che non siamo in vacanza!
All'ora di cena, siamo tutti un po' preoccupati e loro ancora di piu`: il cibo, per noi italiani abituati a mangiare "bene", e` un punto critico. Qui il cibo e` carico di salse dai sapori strani e spesso piccanti quindi per i bambini e` ancora piu` difficile sopportare.  Almeno siamo riusciti a rimediare per il pranzo preparandoci del riso in bianco in hotel a cui viene dedicata la stessa festa che verrebbe dedicata ad un tiramisu!!!

Ma sono sicura che anche per i bambini/ragazzi (non posso piu` chiamarli bambini!) sia un'esperienza importantissima e abbiamo fatto bene a fargliela fare.

Comunque possiamo dire di essere orgogliosi di loro e di avere una gran fortuna: VANNO D'ACCORDO! Perche` se cosi` non fosse sarebbe tragico: stare SEMPRE INSIEME, 24 ORE SU 24, fare ogni cosa insieme (il viaggio in aereo-esperienza davvero estenuante!-dormire, mangiare, guardare la tv, andare in piscina, andare al parco...) se non andassero d'accordo sarebbe impossibile!

E quindi GRAZIE per condividere tutto questo con noi!