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Friday, October 16, 2020

Si fa di necessità virtù

Ogni anno, a Natale, ci prepariamo per andare in Italia. Andiamo con due borsoni grandi, uno dei quali vuoto e infilato dentro all'altro, e quattro trolley. Dentro ci mettevamo qualche vestito e un po' di regali per amici e parenti.

Al check-in eravamo sempre abbondantemente al di sotto del limite di peso imposto: 23Kg.

Durante la nostra permanenza in patria quelle valigie, e il borsone vuoto, man mano si svuotavano dei regali e si riempivano di leccornie varie. I primi anni ci mettevamo caramelle di vario tipo, biscotti di vario tipo, cazzate di ogni tipo, e parmigiano o/e grana padano. 

Col passare degli anni via via tante cose sono diventate meno allettanti (soprattutto le caramelle), le cazzate hanno perso il nostro interesse, e i biscotti si sono limitati a due tipi: ringo e gocciole. Qualche pacco di riso (carnaroli e arborio), qualche tomino stagionato da far fuori entro la prima settimana, ma soprattutto tanto PARMIGIANO REGGIANO e GRANA PADANO. Tanto che abbiamo comprato un piccolo frigorifero extra per conservarlo. Lo centellinavamo e a fatica si arrivava a Novembre con quello che prendevamo, circa 15 Kg.

I tomini qui proprio non si trovano. Il riso lo troviamo ma troppo costoso, così pure il parmigiano o il grana padano.

Quest'anno la faccenda si fa difficile perché in Italia non ci possiamo andare. Che fare? Come facciamo a tirare avanti senza il nostro amato parmigiano? E come facciamo a fare il nostro aperitivo preferito (soprattutto di mia figlia)?

Aceto balsamico di buona qualità e grana/parmigiano
O questa?
Bresaola homemade di BigPapi con rucola e grana/parmigiano
Allora Big Papi ha messo in moto i suoi motori di ricerca e ha trovato questo sito Alma Gourmet. Per molte cose i prezzi sono alti, ma ci hanno fatto una buona offerta e così oggi ci è arrivato questo:

Due quarti di ruota di Grana Padano
Credetemi, eravamo emozionati!

Thursday, January 18, 2018

Natale in Italia 2017

Mi sembrano trascorsi mesi, invece solo un mese fa eravamo da poco arrivati nella nostra amata patria per trascorrere le vacanze di Natale.
Personalmente credo siano state le più belle degli ultimi 6 anni.

Quest'anno ho trascorso più tempo con i miei genitori: mio papà, nonostante un ruzzolone sul ghiaccio che l'ha costretto all'uso delle stampelle per qualche tempo, è sempre splendidamente in gamba, ironico, spiritoso, attento. E molto, molto paziente con la mia mamma la cui testa vaga ormai verso qualche misterioso lido, lontano da noi. E' un peccato e confesso di aver perso qualche volta la pazienza nel ripeterle all'infinito le stesse cose: fa la stessa identica domanda a ripetizione a volte anche per giorni. Io perdo la pazienza e mio papà invece, con infinita dolcezza, le ripete le cose.


Ma per fortuna ci sono stati i cugini di Bologna a farci visita, e gli amici sempre disponibili ad allietarci la vacanza. Quegli amici che organizzano una super cena per la sera del nostro arrivo (quegli amici che vengono a prenderci in aeroporto) e che rendono indimenticabile anche un "semplice" tè del dopo natale! Un pomeriggio che né io né mio figlio avremmo voluto finisse.
E poi la gita a Marolo con la neve: un paesaggio incantevole. E la gita a Bollate per passare il capodanno con gli amici di sempre (da quando i nostri figli grandi erano all'asilo!).

Alla fine siamo rientrati alla base (confesso che dopo un po' sento il bisogno dei mie spazi) col cuore gonfio di momenti magici. Grazie a chi ha contribuito a renderli tali.

Saturday, December 2, 2017

Anche quest'anno e' gia' Natale

Ed e' arrivato Dicembre con gran passo!

Ieri sera siamo andati a farci un giro e siamo passati in un quartiere dove so che il Natale e' una cosa seria. Molto seria. Come diciamo noi italiani: una gara a chi ce l'ha piu' lungo!!!
Il costo dell'elettricita' a questa gente non gli fa un baffo. Alcune case rasentano il kitsch, altre sono splendide.

Ma ce n'e' una che ogni anno richiama l'attenzione di molti.
Questa casa si presenta con decorazioni da illuminare l'intero quartiere (confesso che se fossi una sua vicina di casa, non so quanto gradirei!).

Una cosina da niente...

Non finisce qui. Ai bordi del giardino c'e' un cartello, questo:



Allora noi abbiamo acceso la radio nella macchina e poi...



e anche questo:



Da fuori non si sente alcuna musica, si vedono solo le luci. Ma vi immaginate viverci di fronte?

C'e' anche una pagina facebook: Kenosha Christmas Lights.

Friday, January 9, 2015

Racconti di viaggio - Parte terza

3^ parte - Riflessioni conclusive
E' sempre difficile il rientro. Un po' perché effettivamente 2 settimane sono poche per conciliare parenti, amici e giretti vari per mezza Italia. Un po' perché si torna col cuore spezzato ogni volta. Per quanto dopo un po', almeno per quanto mi riguarda, ci sia voglia di tornare a casa propria, dormire nel proprio letto, riprendere la propria routine e cucinare i propri pasti.
Questo è il patto col diavolo che si fa quando si decide di avventurarsi in una vita all'estero: vai a vivere all'estero, cogli al volo un'opportunità imperdibile, ma gli amici e i famigliari li lasci lì, dove li hai sempre visti e dove li ritroverai un anno dopo.
E poi ti rendi conto che in fondo forse questo è anche il bello: per i nostri amici vedersi in pizzeria una sera non ha niente di speciale; per noi invece è un momento prezioso che ci godiamo in ogni sfacettatura.
E le cene in famiglia, tutti insieme, in allegria, diventano piccole sorsate di ossigeno. Saranno quelle che mi scalderanno il cuore in questo freddo inverno.

Ed eccoci qui, tornati al nostro nido, alla nostra routine e al gelido inverno del Wisconsin.
Una chiacchierata coi miei figli mi fa scoprire che, anche ai loro occhi, noi 4 fratelli siamo totalmente diversi ed è impensabile che potessimo vivere tutti insieme.
E alla domanda "quale momento vi siete portati dietro?" loro hanno risposto i momenti con i loro amici.

Certo tornare in Italia è ogni anno più doloroso. La gente è sempre più incazzata e nervosa. Sono dovuta andare all'anagrafe e la gente insultava gli impiegati per 5 minuti di attesa. Nei negozi sembra sempre che siano i commessi a fare un favore a te.
Ricordo che quando ero ragazza, il sabato prima di Natale per le strade non ci si muoveva: le vie pedonali erano un concentrato di gente, di musiche natalizie, di trenini per i bambini, negozi pieni di luci intermittenti. Sono stata per quelle stesse strade il sabato prima di Natale quest'anno e non c'era nessuno. Negozi vuoti. Un solo negozio ho visto pieno, escludendo i bar. Pochissime luci. E niente musica. Una vetrina aveva messo una decorazione in vetrina augurando BUONE FESTE, peccato che la decorazione fosse primaverile più che natalizia.
I supermercati non erano particolarmente pieni. E nemmeno il mercato cittadino.
Ma pazienza. Noi ci torniamo per rivedere le nostre famiglie e per fare il pieno di pancia e valigie!

Wednesday, January 7, 2015

Racconti di viaggio - Parte seconda

2^ parte - Quei momenti un po' speciali
Noi expat siamo fatti strani. Le donne soprattutto. Sono propensa a pensare che gli uomini si fanno meno seghe mentali. Noi cominciamo a pensare al viaggio settimane, se non mesi, prima. Perché pensiamo già a cosa aspettarci. Pensiamo agli anni precedenti, a quello che ci è piaciuto di più, quello che invece ci ha lasciato l'amaro in bocca, e cerchiamo di immaginare come sarà questo nuovo viaggio e cosa ci porteremo nella valigia del ritorno. Oltre, ovviamente, a tante leccornie italiche!!!
E allora si impara a fare una selezione naturale e a tenere con noi quei momenti un po' speciali. Si prova a dimenticare la mamma che perde la memoria. Si prova a dimenticare quella frase detta o sentita nel momento sbagliato. Teniamo solo il bello.
E allora ecco che nella valigia ho messo i bei momenti con gli amici (a Roma, a Reggio Emilia, a Bollate e a Ivrea); due splendide tavolate di famiglia, quella della vigilia di Natale e quella del 26 con l'aggiunta dei cugini bolognesi che tanto adoro; mio fratello che recita una poesia in rima; mia suocera che si è presa cura di me con tanto affetto la sera prima di partire. Ah, e non dimentichiamo una superlativa cena di pesce presso il ristorante La Rava e La Fava di Ivrea (non mi pagano per la pubblicità, ma mi è rimasta nel cuore la mangiata!).

Quelli sono i momenti che ho portato con me. Momenti fatti di gioia, di allegria, di spensieratezza. Momenti fatti di famiglia e di focolare. Sì, anche quelli con gli amici sono fatti di famiglia perché alla fine si è un po' fratelli anche con loro.

Un rammarico ce l'ho: non esser riuscita ad incontrare tutte le persone che avrei voluto. Ma il tempo è sempre troppo poco e corre davvero in fretta. Alla fine ho scelto di godermi quelle poche persone che sono riuscita a vedere. Che poi, a conti fatti, non sono così poche!


Racconti di viaggio - Parte prima

Suddivido questo racconto in più capitoli perché di fatto sono diverse le cose di cui voglio parlare. E così il lettore può prender fiato.
La prima parte riguarda una breve Vacanza Romana. Io non sono Audrey Hepburn e non ero, ahime', in compagnia di Gregory Peck. E nemmeno eravamo a cavallo di una vespa, ma solo muniti dei nostri piedi.
La seconda parte riguarda momenti speciali in famiglia.
La terza e ultima parte saranno le mie riflessioni conclusive.

1^ parte - Vacanze Romane
Nonostante il tentativo della United Airlines di non farmi arrivare, io a Roma ci sono andata perché avevo un appuntamento inderogabile col Signor Ambasciatore. Be', qualcuno che ne faceva le veci!
A precedere e a seguire questo appuntamento, ci sono state lunghissime camminate per le vie di Roma. Alcune anche sotto la pioggia. E se non avete mai avuto il piacere di camminare per Roma sotto la pioggia, io ve lo Sconsiglio con tutto il cuore: sotto la pioggia i romani tirano fuori il peggio di sé e le strade romane spaccano le caviglie. Già, gli antichi romani usavano ricoprire le loro strade con i cubetti i quali, col passare degli anni, oltre ad aver creato delle voragini, hanno allisciato la loro superficie e con l'acqua diventa peggio di una lastra di ghiaccio. Senza considerare i buchi. Insomma, dopo 2 giorni avevo un male atroce alle caviglie.
Vorrei stendere un velo pietoso sulla gentilezza della popolazione romana: sia di coloro alla guida di auto, pulman, motorini e taxi, e sia di coloro che gestiscono i bar.
Parliamo invece di una città meravigliosa, dalle ricchezze immense eppure lasciata andare con incurante disprezzo. Non posso fare a meno di pensare al popolo americano che non ha assolutamente nessun monumento eppure quel nulla viene esaltato come se fosse il centro del mondo. Mi chiedo cosa farebbero se avessero anche solo la metà delle ricchezze di Roma. Invece i romani ci buttano persino la spazzatura nei loro monumenti, o li imbrattano di graffiti di dubbio gusto.
Roma, tra le varie meraviglie, è dotata di terrazzi mozzafiato. Solo che per guardarli è necessario fermarsi e alzare lo sguardo: è importante avere sempre gli occhi puntati in basso per evitare di pestare "ricordini" sgradevoli.
OK, ho detto tutto il peggio che avevo da dire... Ora parliamo di cose belle. Quante buone pizze mi sono mangiata! Dalla pizza fritta al pane pizza, dalla pizza rossa preparata col metodo "Kasher" a quella tradizionale.
Campo de' Fiori
Una più buona dell'altra.

I miei ciceroni mi hanno anche portato nel Ghetto. In tante volte che sono stata a Roma, nessuno mi ci aveva mai portato. Sono rimasta colpita da diverse cose nel giro romano. Ad esempio le pietre di inciampo
Voi le conoscevate? Io no.
E dalle guardie ad ogni angolo.
La moschea ricorda molto la Mole Antonelliana senza la punta. E su un muro fuori da una scuola, questo:

Questa targa invece era all'entrata di un palazzo andando verso Campo de' Fiori:
sfigate direi!
A Campo de' Fiori abbiamo chiacchierato con l'ultima vera romana: la licenza del suo banco ha 110 anni ed è l'unica romana ancora lì. Gli altri proprietari hanno ceduto la gestione, non la licenza ma solo la gestione, a indiani, marocchini, tunisini...
Abbiamo camminato ore e ore accompagnati da un tiepido sole. Abbiamo parcheggiato la macchina alle 12:10 e l'abbiamo ripresa alle 17:25 in preda a miraggi morganici!
Non paghi, siamo andati a spendere le ultime energie (prelevandone da quelle di scorta) a Eataly. Visto che non riesco ad andarci a Chicago, almeno in quella di Roma!
Qui ci siamo anche rifocillati.


Alla fine sono riuscita a partire con tutti i miei documenti a posto.

Tuesday, January 7, 2014

Emozioni Natalizie

Questo post l'ho scritto e riscritto diverse volte. Ma ho cambiato idea e gli dò un taglio differente.
Queste vacanze mi hanno regalato ogni giorno delle emozioni speciali, a volte più di una. Quindi invece di postare un diario giorno per giorno, posto solo le emozioni. Perché è quello che sono brava a fare: raccontare le mie emozioni.

Mercoledì 18: SI PARTE!

Eccoci sull'aereo. Ed ecco un viso che racconta tutto: emozione! Sì, siamo emozionati.
Io sono anche terrorizzata dopo quello che ho provato l'anno scorso: quest'anno voglio che sia meraviglioso...


Giovedì 19 - L'arrivo.


Entrare in casa dopo un anno, rivedere le nostre stanze e i nostri oggetti dimenticati, ci ha sconquassati per un momento. Ci muovevamo per casa ricordando noi stessi, lì, uno o due anni prima. Ricordando noi stessi quando usavamo le cose che abbiamo "abbandonato". Apriamo gli armadi per vedere oggetti familiari, per ricordarci cosa avevamo, cosa usavamo, com'eravamo organizzati, cosa facevamo.  Aprire tutti gli armadi, i cassetti, tutte le scatole...
Ad un certo punto c'era mia figlia in bagno che apriva cassetti e scatole e le ho chiesto se stesse cercando qualcosa, ma lei ha detto che stava solo guardando...
In silenzio.
Sono emozioni forti che spiazzano un momento. E sono momenti che avrebbero bisogno di silenzio.
Poi sentivo Francy e Stefano che si dicevano: "ti ricordi quando giocavamo con questo? E questo? E poi con questo giocavamo agli investigatori..."




Sul tavolo in cucina abbiamo trovato wafer, frutta e vino portati da Stefania e poi un profumo per ambienti. Mi sono commossa. Come già ho detto in altre occasioni, le emozioni sono amplificate quando vivi da expat. E ogni gesto, anche piccolo, atto a farti sentire bene, ogni gesto simbolo di vera amicizia, ti sconquassa dentro. Ma sono belle sensazioni, mica dico di no. Solo che ti scuotono.



E poi siamo andati in giro per la città. A piedi e sotto la pioggia. Non mi è piaciuta. Tutti quei palazzi, alti, attaccati uno all'altro quasi a soffocarsi a vicenda. E il cielo che hai sopra di te non è mai grande, ne vedi sempre e solo una porzione.
Il rumore del traffico che è assordante, la gente che non ti fa attraversare e quando finalmente qualcuno si ferma, pensi sia straniero! 

Finalmente entriamo nella scuola che era dei miei figli, rivedere visi ormai noti e arci-noti. Abbracci, sorrisi, urla di gioia. Un sorriso da lontano che riconosci. Maestre che escono dalla classe perché hanno sentito che "ci sono gli americani". Tante domande a cui rispondere e mille cose da raccontare. E in quel momento ti senti davvero a casa. E benvenuta.
E poi vedi la tua migliore amica, quella che nel frattempo ti ha chiamata 2 volte e ti ha mandato 10 messaggini per sapere cosa stai facendo, cosa stai mangiando, cosa stai pensando...

Questi sono momenti forti e non sono cosí sicura che il mal di testa sia causato dalla stanchezza e dalla notte di sonno perso... forse c'è ben altro...

Venerdí 20 - Assorbire tutto
Ho visto mia figlia riabbracciare la sua migliore amica. Stavo per mettermi a piangere.

E poi... e poi rendermi conto che ci sono persone che, pur senza conoscermi di persona, mi vogliono davvero bene, tanto da far di tutto per poterti incontrare e conoscere di persona. Anche se solo il tempo di un cappuccino... ma ero commossa da questo gesto. Grazie Rita!
 
Sabato 21 - RI-INCONTRI
Indovinate chi arriva a pranzo?
I nostri Amici di Reggio Emilia che vennero a trovarci a Kenosha ad Agosto. Fantastici! Hanno fatto lavorare mamme, nonne, suocere, e mezza Reggio, per prepararci manicaretti di ogni tipo! Tigelle (cotte sul posto e al momento con le tipiche tigelliere), un tortino di cipolle e salmone, l'erbazzone (con la Z emiliana), formaggi e salumi tipici, tortelli verdi e tortelli di zucca, due torte dolci. Con quello che han portato ci abbiamo fatto pranzo in 7, cena in 11 e gli avanzi li ho portati poi ad Ivrea!
Inutile dire che le emozioni sono state tante e intense!
Salutarsi è stato difficile, ma abbiamo voluto dirci "Arrivederci" perché deve esserci assolutamente un seguito! Vi adoro, ragazzi.

Domenica 22 - Secondo round
E' un giorno che tanto aspettavo ma che temevo allo stesso tempo: l'incontro con le famiglie. Prima mia sorella, ovviamente, poi i nonni paterni, quelli materni, vari zii e una delle cugine! Vedere i miei genitori...
E io sono anche riuscita a godermi un pomeriggio a spasso per negozi con le mie sorelle. Evento che non si verificava da alcuni anni e che chissà quando ricapiterà. Quindi me lo sono goduto. E ho goduto soprattutto a guardarmi intorno. Ho ammirato l'eleganza delle persone, giovani e meno giovani, magre e meno magre (ma mai comunque come ciò a cui sono abituata!), e di ogni nazionalità. Nessuno vestito in modo assurdo, nessuno che parlava a volume di voce elevato o che rideva in modo isterico. Nessuno in pigiama. Tutte le donne ben truccate. I negozi di abbigliamento con vestiti belli, di colori e fantasie gradevoli allo sguardo. Ragazzi che si facevano fotografare dalle madri nelle cabine prova dei negozi (immagini che, ci scommetterei qualsiasi cosa, nel giro di pochi minuti istanti sarebbero finite su instagram).

Lunedí 23 - e finalmente...
...IL SOLE!!! Non mi par vero! E questo sole scalda piacevolmente le mie ossa inumidite.

Mi godo la mia città natale. Mi godo l'incontro con Daniela, l'expat che vive in Cina. Tante chiacchiere e curiosità reciproche. E si fa l'una, senza che ce ne rendiamo conto! Avviso i genitori che tarderò ;) La passeggiata verso casa me la godo con il tiepido sole e ripercorro sentieri ormai noti e sempre uguali.

E si fa mezzanotte e quando usciamo, con immensa tristezza, scopro che stava piovendo... ancora...

Martedí 24 - La vigilia

La giornata è stata meravigliosa. Sono andata con i ragazzi a casa di mio fratello per cucinare per il cenone. E ho fatto una cosa che non ho mai avuto occasione di fare: per la prima volta ho pranzato con Tiziana (mia cognata), Giulia e Carlotta!
La cena è stata davvero molto piacevole e mio fratello è stato davvero molto molto simpatico! I ragazzi sono stati benissimo con le cugine e lo zio.
Bellissimi e tanti i regali.









E' mezzanotte e la piccola di casa mette il Bambinello nella culla!


Giovedí 26 - Incontro con Gianna
Ormai abbiamo questa data fissata: il 26 Dicembre a pranzo alla Griglieria Argentina di Pavone.
Che dire? Sempre magnifico, bella gente, simpstica, risate e chiacchiere a gogo. Poi Stefano e Matteo, dopo ore in cui si sono ignorati, si sono sciolti e non volevano più mollarsi!
Grazie amici di questi momenti preziosi!

Venerdí 27 - La cena di pesce
La cena che tanto aspettavamo a base di pesce è stata un po' una delusione. Non per la compagnia ma per il pesce... Insomma, non ci siamo tolti quella voglia. :(

Sabato 28 - La Prof.
Oggi sono andata a trovare la mia prof di inglese delle medie ed è stato un incontro meraviglioso. Ritornare indietro coi ricordi, conoscere uno dei suoi figli e scoprire che il mondo è davvero tanto tanto piccino!

Domenica 29 - Il rientro alla base
E cosí siamo tornati nella nostra casetta bollatese e siamo tornati dai nostri amici.
All'ora di pranzo ci siamo addentrati nelle vie del centro alla ricerca di un baruccio per mangiare qualcosa... TUTTO CHIUSO! La domenica alle 12.30 abbiamo trovato un unico bar/tavola calda aperto... Uno solo! Ottimo, per fortuna, ma uno solo... Che delusione!

Lunedí 30 - Impatto burocrazia
Dopo l'avventura con la burocrazia, siamo andati a pranzo e a fare la spesa con Lory. Bello girare per negozi e banchi con lei!
Nel pomeriggio, con il prezioso aiuto di mia figlia, ho preparato le valigie... sono riuscita a farci stare tutto...! Quasi.

Martedí 31 - Capodanno
Ed eccoci arrivati all'ultimo giorno italiano con un bel mal di testa! E sempre a chiedermi a cosa sia veramente dovuto...
Attimo di panico e confusione: sto per mettermi a piangere. Sono felice là, in America, ma penso anche a ciò che sto lasciando qui. Penso a queste due settimane che, a differenza dello scorso anno, sono state davvero forti in ogni momento.
Ma devo tenere alta la testa, assorbire queste emozioni e portarle con me, nel mio cuore.

All'anno prossimo!