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Wednesday, May 30, 2018
Non ho parole
Questo ragazzo oggi finisce la scuola. Dopo 5 anni di elementari in Italia, 3 di medie a Kenosha, oggi termina il suo quarto e ultimo anno di High School.
A Settembre comincia una nuova avventura: quella del college.
Un augurio di buona vita al mio giovane uomo (che, dalla foto di destra, ci fa capire che la strada per la maturità è ancora lunga!).
Sabato ci sarà la Graduation.
Thursday, April 5, 2018
Friday, February 23, 2018
Friday, October 27, 2017
Questo ragazzo farà strada!!!
Altro che Leonardo di Caprio o Mark Ruffolo (nato proprio a Kenosha), questo ragazzo farà strada!!!
TRADUZIONE PER I "DIVERSAMENTE ANGLOFONI" !!!
Stefano Peralma ha passato abbastanza tempo a Milano, Italia, e a Kenosha per sapere quale città offre la pizza migliore.
"Questa è una domanda facile" dice Peralma. "Milano, senza dubbio".
Il senior [senior sono gli studenti dell'ultimo anno, n.d.r.] di Indian Trail [Indian Trail è il nome della sua scuola, n.d.r.] condivide la sua conoscenza culturale in un ruolo che lo fa sentire vicino a casa - sia la sua ex-casa che quella attuale - in quanto immigrato italiano nella produzione di Arthur Miller "A view from the bridge" presentata dal Distretto Scolastico di Kenosha.
Lo show viene presentato per due fine settimana e comincia alle 7 di questa sera (26 Ottobre) nell'Auditorium di Indian Trail.
Peralma si è trasferito a Kenosha da Milano nel 2011 quando suo padre ha accettato un nuovo lavoro a Case New Holland. Da allora ha avuto ruoli in sei recite nel Distretto Scolastico di Kenosha.
"Non parlavo inglese quando sono arrivato qui" ci racconta Peralma. "E' stata dura, ma quando vieni catapultato in un nuovo ambiente a quell'età, ti adatti. Il tuo cervello è una spugna. Continua ad apprendere".
"A view from the bridge" mette alla prova i legami familiari e l'orgoglio personale quando una famiglia della classe lavoratrice americana si trova faccia-a-faccia con la miseria dei loro cugini immigrati, che disperatamente cercano di farsi una nuova vita. La storia è ambientata negli anni '50.
Rodolpho (interpretato da Peralma) si trasferisce dall'Italia a Brooklyn.
"Il personaggio mi si adatta in modo naturale" dice Peralma "E' un po' la situazione in cui mi sono trovato io, anche se con un contesto molto diverso. Lui aveva gli occhi di un bambino che deve imparare tutto. Non aveva i privilegi che molti altri ragazzi avevano. E' cresciuto povero è ha dovuto farsi strada per tutta la vita."
Fiona Dyer, un'attrice ormai veterana, ha un ruolo principale nel suo ultimo spettacolo del liceo. La studentessa senior di Bradford [Bradford è il nome di un altro liceo, n.d.r.], impersona Beatrice, la moglie di Eddie Carbone (Drake Nuzzo). La coppia accetta di ospitare i cugini italiani di Beatrice, Rodolpho e Marco (Alberto Gomez).
"E' interessante rappresentare una donna che è così diversa da me." dice Dyer "E' questo che mi piace della recitazione. Devi portare in vita questi personaggi".
Lo spettacolo, che dura circa 90 minuti con un intervallo, è diretto da Bob Allen. Lo spettacolo, che nella rappresentazione del 1955 ha fatto fiasco, ha vinto poi il Theatre World Award nel 1956 dopo essere stato trasformato in un due-atti e ha vinto altri riconoscimenti nelle rappresentazioni successive.
"Sono passati oltre 60 anni dalla prima rappresentazione di Broadway ma tutto è ancora attuale con la gente che cerca di andare a vivere in un posto migliore, di guadagnarsi da vivere e travare una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie" dice Allen "Questo spettacolo parla di rispetto. Parla di dinamiche familiari e di come tutto questo non sia solo una storia del passato ma accada ancora oggi. E' molto attuale."
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Quando questo gruppo di studenti avevano appena iniziato le prove, mi hanno chiesto di venire una sera qui a cena per conoscerci meglio, per conoscere la nostra storia. Per sapere cosa significa oggi trasferirsi in un paese così diverso e per conoscere meglio come vive una famiglia italiana, gli usi e i costumi.
E' stata una serata molto interessante. E' stato bello scoprire che questi ragazzi non si limitano ad interpretare un ruolo ma che hanno ancora la curiosità di approfondire.
Ovviamente alcuni hanno continuato a venire a cena... quando vengono qui a cena la prima volta, poi non vogliono più andar via. Uno dei ragazzi mi ha addirittura chiesto di portarsi gli avanzi per il pranzo a scuola del giorno dopo...
TRADUZIONE PER I "DIVERSAMENTE ANGLOFONI" !!!
Stefano Peralma ha passato abbastanza tempo a Milano, Italia, e a Kenosha per sapere quale città offre la pizza migliore.
"Questa è una domanda facile" dice Peralma. "Milano, senza dubbio".
Il senior [senior sono gli studenti dell'ultimo anno, n.d.r.] di Indian Trail [Indian Trail è il nome della sua scuola, n.d.r.] condivide la sua conoscenza culturale in un ruolo che lo fa sentire vicino a casa - sia la sua ex-casa che quella attuale - in quanto immigrato italiano nella produzione di Arthur Miller "A view from the bridge" presentata dal Distretto Scolastico di Kenosha.
Lo show viene presentato per due fine settimana e comincia alle 7 di questa sera (26 Ottobre) nell'Auditorium di Indian Trail.
Peralma si è trasferito a Kenosha da Milano nel 2011 quando suo padre ha accettato un nuovo lavoro a Case New Holland. Da allora ha avuto ruoli in sei recite nel Distretto Scolastico di Kenosha.
"Non parlavo inglese quando sono arrivato qui" ci racconta Peralma. "E' stata dura, ma quando vieni catapultato in un nuovo ambiente a quell'età, ti adatti. Il tuo cervello è una spugna. Continua ad apprendere".
"A view from the bridge" mette alla prova i legami familiari e l'orgoglio personale quando una famiglia della classe lavoratrice americana si trova faccia-a-faccia con la miseria dei loro cugini immigrati, che disperatamente cercano di farsi una nuova vita. La storia è ambientata negli anni '50.
Rodolpho (interpretato da Peralma) si trasferisce dall'Italia a Brooklyn.
"Il personaggio mi si adatta in modo naturale" dice Peralma "E' un po' la situazione in cui mi sono trovato io, anche se con un contesto molto diverso. Lui aveva gli occhi di un bambino che deve imparare tutto. Non aveva i privilegi che molti altri ragazzi avevano. E' cresciuto povero è ha dovuto farsi strada per tutta la vita."
Fiona Dyer, un'attrice ormai veterana, ha un ruolo principale nel suo ultimo spettacolo del liceo. La studentessa senior di Bradford [Bradford è il nome di un altro liceo, n.d.r.], impersona Beatrice, la moglie di Eddie Carbone (Drake Nuzzo). La coppia accetta di ospitare i cugini italiani di Beatrice, Rodolpho e Marco (Alberto Gomez).
"E' interessante rappresentare una donna che è così diversa da me." dice Dyer "E' questo che mi piace della recitazione. Devi portare in vita questi personaggi".
Lo spettacolo, che dura circa 90 minuti con un intervallo, è diretto da Bob Allen. Lo spettacolo, che nella rappresentazione del 1955 ha fatto fiasco, ha vinto poi il Theatre World Award nel 1956 dopo essere stato trasformato in un due-atti e ha vinto altri riconoscimenti nelle rappresentazioni successive.
"Sono passati oltre 60 anni dalla prima rappresentazione di Broadway ma tutto è ancora attuale con la gente che cerca di andare a vivere in un posto migliore, di guadagnarsi da vivere e travare una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie" dice Allen "Questo spettacolo parla di rispetto. Parla di dinamiche familiari e di come tutto questo non sia solo una storia del passato ma accada ancora oggi. E' molto attuale."
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Quando questo gruppo di studenti avevano appena iniziato le prove, mi hanno chiesto di venire una sera qui a cena per conoscerci meglio, per conoscere la nostra storia. Per sapere cosa significa oggi trasferirsi in un paese così diverso e per conoscere meglio come vive una famiglia italiana, gli usi e i costumi.
E' stata una serata molto interessante. E' stato bello scoprire che questi ragazzi non si limitano ad interpretare un ruolo ma che hanno ancora la curiosità di approfondire.
Ovviamente alcuni hanno continuato a venire a cena... quando vengono qui a cena la prima volta, poi non vogliono più andar via. Uno dei ragazzi mi ha addirittura chiesto di portarsi gli avanzi per il pranzo a scuola del giorno dopo...
Sunday, May 7, 2017
Si apre un nuovo capitolo: IL COLLEGE!
Se 6 anni fa mi avessero detto che un giorno avrei dovuto imparare a
destreggiarmi nel fantastico mondo dei college americani, sarei
scoppiata a ridere!
E invece eccomi qui.
Il solo modo per noi italiani (intendo quelli che sono nati in Italia e che ci hanno vissuto una discreta quantità di anni e che hanno, direttamente o indirettamente, conosciuto il mondo dell'università italiana) di capire come funziona il college americano, sia quello di "resettare" la memoria. Cancellare completamente ogni ricordo dell'università italiana. Al momento non vedo assolutamente nulla che possa accomunare le due realtà.
Ciò che state per leggere di seguito non è oro colato. Potrebbero esserci inesattezze o lacune. Stiamo ancora imparando. Se volete correggere o aggiungere qualcosa, scrivetemi e sarò ben lieta di accontentarvi.
Con questa premessa procedo a spiegare quello che stiamo capendo.
LA SCELTA DEL COLLEGE
Non si tratta di scegliere la facoltà, ma di scegliere un college che contenga la facoltà che si vuole fare. Sì, perché ogni college offre una gamma, più o meno vasta, di "facoltà" che portano alla fine al raggiungimento del degree. Per avere un'idea del numero di facoltà offerte da ciascun college, potete dare uno sguardo a questi link:
UW PARKSIDE
UW MILWAUKEE
UW MADISON
Quindi ci si attacca ad internet e si cercano tutti i college che offrono il degree che si desidera, si fa una selezione e poi si passa a programmare le visite ai college. Noi per ora ne abbiamo visitati 3.
Come si sceglie? Be', ognuno ha i propri canoni di ricerca che possono essere: la qualità del college, la collocazione geografica, il costo, l'offerta di attività extra-curriculari, l'offerta di borse di studio, ecc. Ogni college ha un "rating" calcolato in base al numero di studenti laureati e studenti attualmente impiegati, al numero di studenti che arrivano alla fine, al numero di studenti che raggiunge voti alti.
E' bene visitare più di un college per avere le idee più chiare.
Ah, importante: la scelta del college va fatta nel corso della primavera/estate del penultimo anno di liceo, il "junior year" (qui il liceo dura 4 anni).
COME CI SI ISCRIVE
Una volta scelti i college, nel corso dell'estate si preparano le "APPLICATION". Parlo al plurale perché è bene fare richiesta a più di un college. Perché? Perché non è lo studente a scegliere il college ma è il college a scegliere lo studente. L'application è un formulario in cui, oltre ai dati personali e ai contatti, vanno inserite tutte le attività extra-didattiche (sport, club), attività di volontariato (ogni liceo richiede un numero minimo di ore di volontariato per poter accedere alla graduation, ma se ne possono fare anche molte di più), eventuali lavori fatti. Al formulario vanno allegate almeno due lettere di raccomandazione e un "essay", una presentazione di se stesso che lo studente deve preparare. Deve essere ben scritta e COMPLETA di tutto. Bisogna far credere al college che non accettando questo studente, si farebbe un grande errore! Bisogna sapersi vendere, in poche parole. Il college ha tutto l'interesse ad ammettere studenti di successo che possano alzare o mantenere il prestigio del college stesso.
Le application vanno mandate tutte fra Agosto e Settembre. Fra Dicembre e Gennaio arriveranno poi le risposte, positive o negative.
UNA VOLTA ACCETTATI
A questo punto lo studente deve preparare il proprio piano di studi. Per fare questo bisogna tenere conto di alcuni elementi:
1) ogni materia ha un peso misurato in "credits"
2) per raggiungere la laurea, Major, bisogna aver totalizzato un numero minimo di credits
Ogni "facoltà" richiede la frequentazione di alcune materie precise e quasi sempre il totale dei credits è minore del minimo richiesto. Quindi lo studente deve aggiungere delle altre materie secondarie per raggiungere, e a volte superare, il numero minimo di credits. Ed ecco che lo studente potrebbe riuscire ad ottenere anche un Minor, ossia una laurea di secondo grado. Alcuni studenti riescono ad ottenere più di un Major e più di un Minor.
Esempio: per ottenere un Major in Theatre and Arts bisogna avere un minimo di 50 credits. Però il curriculum obbligatorio ne offre 41. Quindi lo studente sceglierà delle opzioni, correlate o meno al suo major, per completare il numero di credits.
Il college dura in genere 4 anni. In mezzo ci può stare anche un semestre all'estero. Dopo il degree ci sono i Master ma questo è un argomento ancora lontano. Già fatico a barcamenarmi in questo capitolo!
Una cosa la posso dire: visitare questi college è meraviglioso. Fa venire una voglia matta di iscriversi ed entrare nel mondo dei club, delle fraternite, dei dormitori... Massima invidia per i miei figli!!!
E invece eccomi qui.
Il solo modo per noi italiani (intendo quelli che sono nati in Italia e che ci hanno vissuto una discreta quantità di anni e che hanno, direttamente o indirettamente, conosciuto il mondo dell'università italiana) di capire come funziona il college americano, sia quello di "resettare" la memoria. Cancellare completamente ogni ricordo dell'università italiana. Al momento non vedo assolutamente nulla che possa accomunare le due realtà.
Ciò che state per leggere di seguito non è oro colato. Potrebbero esserci inesattezze o lacune. Stiamo ancora imparando. Se volete correggere o aggiungere qualcosa, scrivetemi e sarò ben lieta di accontentarvi.
Con questa premessa procedo a spiegare quello che stiamo capendo.
LA SCELTA DEL COLLEGE
Non si tratta di scegliere la facoltà, ma di scegliere un college che contenga la facoltà che si vuole fare. Sì, perché ogni college offre una gamma, più o meno vasta, di "facoltà" che portano alla fine al raggiungimento del degree. Per avere un'idea del numero di facoltà offerte da ciascun college, potete dare uno sguardo a questi link:
UW PARKSIDE
UW MILWAUKEE
UW MADISON
Quindi ci si attacca ad internet e si cercano tutti i college che offrono il degree che si desidera, si fa una selezione e poi si passa a programmare le visite ai college. Noi per ora ne abbiamo visitati 3.
Come si sceglie? Be', ognuno ha i propri canoni di ricerca che possono essere: la qualità del college, la collocazione geografica, il costo, l'offerta di attività extra-curriculari, l'offerta di borse di studio, ecc. Ogni college ha un "rating" calcolato in base al numero di studenti laureati e studenti attualmente impiegati, al numero di studenti che arrivano alla fine, al numero di studenti che raggiunge voti alti.
E' bene visitare più di un college per avere le idee più chiare.
Ah, importante: la scelta del college va fatta nel corso della primavera/estate del penultimo anno di liceo, il "junior year" (qui il liceo dura 4 anni).
COME CI SI ISCRIVE
Una volta scelti i college, nel corso dell'estate si preparano le "APPLICATION". Parlo al plurale perché è bene fare richiesta a più di un college. Perché? Perché non è lo studente a scegliere il college ma è il college a scegliere lo studente. L'application è un formulario in cui, oltre ai dati personali e ai contatti, vanno inserite tutte le attività extra-didattiche (sport, club), attività di volontariato (ogni liceo richiede un numero minimo di ore di volontariato per poter accedere alla graduation, ma se ne possono fare anche molte di più), eventuali lavori fatti. Al formulario vanno allegate almeno due lettere di raccomandazione e un "essay", una presentazione di se stesso che lo studente deve preparare. Deve essere ben scritta e COMPLETA di tutto. Bisogna far credere al college che non accettando questo studente, si farebbe un grande errore! Bisogna sapersi vendere, in poche parole. Il college ha tutto l'interesse ad ammettere studenti di successo che possano alzare o mantenere il prestigio del college stesso.
Le application vanno mandate tutte fra Agosto e Settembre. Fra Dicembre e Gennaio arriveranno poi le risposte, positive o negative.
UNA VOLTA ACCETTATI
A questo punto lo studente deve preparare il proprio piano di studi. Per fare questo bisogna tenere conto di alcuni elementi:
1) ogni materia ha un peso misurato in "credits"
2) per raggiungere la laurea, Major, bisogna aver totalizzato un numero minimo di credits
Ogni "facoltà" richiede la frequentazione di alcune materie precise e quasi sempre il totale dei credits è minore del minimo richiesto. Quindi lo studente deve aggiungere delle altre materie secondarie per raggiungere, e a volte superare, il numero minimo di credits. Ed ecco che lo studente potrebbe riuscire ad ottenere anche un Minor, ossia una laurea di secondo grado. Alcuni studenti riescono ad ottenere più di un Major e più di un Minor.
Esempio: per ottenere un Major in Theatre and Arts bisogna avere un minimo di 50 credits. Però il curriculum obbligatorio ne offre 41. Quindi lo studente sceglierà delle opzioni, correlate o meno al suo major, per completare il numero di credits.
Il college dura in genere 4 anni. In mezzo ci può stare anche un semestre all'estero. Dopo il degree ci sono i Master ma questo è un argomento ancora lontano. Già fatico a barcamenarmi in questo capitolo!
Una cosa la posso dire: visitare questi college è meraviglioso. Fa venire una voglia matta di iscriversi ed entrare nel mondo dei club, delle fraternite, dei dormitori... Massima invidia per i miei figli!!!
Sunday, October 9, 2016
Bevi la Coca Cola che ti fa bene
Come cantava il grande Vasco: Bevi la Coca Cola che ti fa digerire con tutte quelle tutte quelle bollicine ...
Coca Cola Foundation(r) e Blue Cross Blue Shields (una delle più grandi compagnie di assicurazioni degli USA) hanno messo a disposizione una borsa di $100,000.00 (CENTOMILA DOLLARI) per 76 Comunità negli USA.
Per aggiudicarsi questo contributo era necessario presentare un progetto di "Fitness" mirato, appunto, al benessere dei giovani americani.
Fra le 76 comunità, 3 sono in Wisconsin. Una delle 3 comunità nel Wisconsin che ha ricevuto questa borsa è la Washington Middle School di Kenosha.
Ieri è stato inaugurato il centro. Onore a loro!
E voi continuate a bere Coca Cola che a noi ci fa tanto bene!!!
Coca Cola Foundation(r) e Blue Cross Blue Shields (una delle più grandi compagnie di assicurazioni degli USA) hanno messo a disposizione una borsa di $100,000.00 (CENTOMILA DOLLARI) per 76 Comunità negli USA.
Per aggiudicarsi questo contributo era necessario presentare un progetto di "Fitness" mirato, appunto, al benessere dei giovani americani.
Fra le 76 comunità, 3 sono in Wisconsin. Una delle 3 comunità nel Wisconsin che ha ricevuto questa borsa è la Washington Middle School di Kenosha.
Ieri è stato inaugurato il centro. Onore a loro!
E voi continuate a bere Coca Cola che a noi ci fa tanto bene!!!
Saturday, October 8, 2016
Insegnare a fare la pasta ai ragazzi del liceo
La mamma di un bambino del mio asilo insegna FOOD & NUTRITIONING nella High School che frequentano i miei figli. Una mattina mi ha telefonato per chiedermi se avevo voglia di fare una lezione sulla pasta italiana e sulle tradizioni italiane.
Che dite? Ho accettato?
Ovvio che sì!
Così martedì scorso ho affrontato con un po' di timore questi ragazzi. Ma prima di raccontarvi i dettagli, vi voglio mostrare la "cucina" in cui studiano questi studenti. (E' giusto ricordarvi che si tratta di una scuola pubblica!).
E' imbarazzante. Mi immagino già la faccia del mio amico Dario nel guardare queste foto.
Ho raccontato a questi ragazzi qualcosa dell'Italia, dell'importanza che ha per noi stare seduti a tavola a mangiare BENE e chiacchierare, in famiglia e/o con gli amici.
Mi hanno chiesto cosa mi manca di più delle cose che facevo in Italia e la prima cosa che mi è venuta in mente è l'APERITIVO! Poi mi han chiesto com'è la pizza e gli ho raccontato come e dove è nata la pizza (che sia chiaro che non è nata a New York!) e che se dovessero andare in Italia se chiedono la Pepperoni Pizza potrebbero avere una spiacevole sorpresa!
E poi siamo passati alla pratica.
Ho fatto la pasta davanti a loro, l'ho stirata con la macchinetta e l'ho tagliata, un po' tagliatelle, un po' spaghettini e un po' con la rotella. Ma ho anche fatto vedere come farla se non hanno la macchinetta.
E poi hanno fatto loro: chi ha provato ha fare la pasta (schifandosi un po' nel toccare le uova e nell'avere le mani sporche):
Chi invece ha preferito solo stenderla e "INVENTARE" nuove forme:
Ma alla fine tutti d'accordo sulla parte più divertente: MANGIARLA! Scusate, pensavo di avere fotografato la cucina di fianco su cui bolliva un pentolone di acqua e un buon sughetto!
Faticosissimo ma mi sono divertita tanto.
Ah, nel frattempo di tanto in tanto mio figlio faceva capolino e mi ripeteva tutto quello che avevo detto durante la lezione... qualcuno ha fatto la spia!
Che dite? Ho accettato?
Ovvio che sì!
Così martedì scorso ho affrontato con un po' di timore questi ragazzi. Ma prima di raccontarvi i dettagli, vi voglio mostrare la "cucina" in cui studiano questi studenti. (E' giusto ricordarvi che si tratta di una scuola pubblica!).
![]() |
| Mentre io spiegavo, quelli più indietro mi vedevano in TV... |
E' imbarazzante. Mi immagino già la faccia del mio amico Dario nel guardare queste foto.
Ho raccontato a questi ragazzi qualcosa dell'Italia, dell'importanza che ha per noi stare seduti a tavola a mangiare BENE e chiacchierare, in famiglia e/o con gli amici.
Mi hanno chiesto cosa mi manca di più delle cose che facevo in Italia e la prima cosa che mi è venuta in mente è l'APERITIVO! Poi mi han chiesto com'è la pizza e gli ho raccontato come e dove è nata la pizza (che sia chiaro che non è nata a New York!) e che se dovessero andare in Italia se chiedono la Pepperoni Pizza potrebbero avere una spiacevole sorpresa!
E poi siamo passati alla pratica.
Ho fatto la pasta davanti a loro, l'ho stirata con la macchinetta e l'ho tagliata, un po' tagliatelle, un po' spaghettini e un po' con la rotella. Ma ho anche fatto vedere come farla se non hanno la macchinetta.
E poi hanno fatto loro: chi ha provato ha fare la pasta (schifandosi un po' nel toccare le uova e nell'avere le mani sporche):
Chi invece ha preferito solo stenderla e "INVENTARE" nuove forme:
Ma alla fine tutti d'accordo sulla parte più divertente: MANGIARLA! Scusate, pensavo di avere fotografato la cucina di fianco su cui bolliva un pentolone di acqua e un buon sughetto!
Faticosissimo ma mi sono divertita tanto.
Ah, nel frattempo di tanto in tanto mio figlio faceva capolino e mi ripeteva tutto quello che avevo detto durante la lezione... qualcuno ha fatto la spia!
Wednesday, April 27, 2016
Wednesday, March 2, 2016
Andiamo in gita scolastica?
Ah no, non si devono più chiamare gite. Come si chiamano ora? Uscite didattiche?
Normalmente qui sono uscite di una giornata in qualche museo o scuola nei dintorni. Poi ieri nostro figlio ci manda questo messaggio:
"Papi non ti arrabbiare ma field trip a Costa Rica alla bellezza di 2 mila cinquecento dollari"
Questa gita, passatemi il termine perché non si tratta di un'uscita didattica ma di una vera e propria gita, è stata segnalata dall'insegnante di spagnolo ed è organizzata da WorldStrides. Fortunatamente non vi è alcun obbligo a partecipare!
La gita, della durata di 8 giorni, viaggi inclusi, si svolgerebbe in Costa Rica. Si intitola PURA VIDA (guardate il link per vedere di cosa si tratta!) perché porterebbe gli studenti a contatto con la natura e la vita selvaggia della foresta.
Si svolgerebbe dal 14 al 21 Aprile 2017!
Il costo è di $2,578 se si dà conferma entro il 17 Marzo 2016, altrimenti sono $3,278. Ovviamente consigliano anche di fare l'assicurazione in caso tu fra 13 mesi sia impossibilitato a partecipare. Mica lo sai se il 14 Aprile del prossimo anno c'hai la broncopolmonite!
Se volessi andarci pure io, il costo per me sarebbe $2,928 (sempre con lo sconto di $700 se prenoto entro il 17 Marzo!).
Ma con che coraggio chiedono una cosa del genere?
Normalmente qui sono uscite di una giornata in qualche museo o scuola nei dintorni. Poi ieri nostro figlio ci manda questo messaggio:
"Papi non ti arrabbiare ma field trip a Costa Rica alla bellezza di 2 mila cinquecento dollari"
Questa gita, passatemi il termine perché non si tratta di un'uscita didattica ma di una vera e propria gita, è stata segnalata dall'insegnante di spagnolo ed è organizzata da WorldStrides. Fortunatamente non vi è alcun obbligo a partecipare!
La gita, della durata di 8 giorni, viaggi inclusi, si svolgerebbe in Costa Rica. Si intitola PURA VIDA (guardate il link per vedere di cosa si tratta!) perché porterebbe gli studenti a contatto con la natura e la vita selvaggia della foresta.
Si svolgerebbe dal 14 al 21 Aprile 2017!
Il costo è di $2,578 se si dà conferma entro il 17 Marzo 2016, altrimenti sono $3,278. Ovviamente consigliano anche di fare l'assicurazione in caso tu fra 13 mesi sia impossibilitato a partecipare. Mica lo sai se il 14 Aprile del prossimo anno c'hai la broncopolmonite!
Se volessi andarci pure io, il costo per me sarebbe $2,928 (sempre con lo sconto di $700 se prenoto entro il 17 Marzo!).
Ma con che coraggio chiedono una cosa del genere?
Saturday, February 27, 2016
Front, il mio ragazzo va in scena!
Seduta nella platea, un pubblico non particolarmente folto, ma è
giovedì ed è solo la seconda di 6 serate.
Si spengono le luci.
Il teatro è piuttosto grande ed è all'interno della High School (pubblica!).
Il palco è ben allestito.
Attori e attrici si alternano su quel palco per dare vita a questa storia. In realtà non si tratta di attori né di attrici ma di studenti del liceo e uno delle medie che sono lì a seguito di un'audizione. Non hanno fatto alcuna scuola. Alcuni, ad esempio mio figlio, a scuola fanno un corso di recitazione, ma non tutti.
Ci raccontano la Seconda Guerra Mondiale dalla parte di chi ha salutato i propri cari ed è rimasto ad aspettare il loro ritorno: sono madri, mogli, fidanzate, figli... Raccontano come hanno affrontato la morte dei loro cari, o il rientro dei loro cari feriti e mutilati. O la loro stessa morte. Parlano con la morte. Affrontano la morte. Un momento si ride, soprattutto quando entra in scena mio figlio. Un momento si piange. E fra una lacrima ed un sorriso io vorrei alzarmi e urlare:
QUELLO È MIO FIGLIO! QUEL RAGAZZO È ITALIANO! QUEL RAGAZZO FINO A 4 ANNI FA NON PARLAVA QUESTA LINGUA! GUARDATELO ORA!
Ovviamente non lo faccio e lo tengo per me.
Finisce lo spettacolo fra un kleenex e l'altro e aspetto il mio ragazzo. E poi arriva, bello come il sole. e ragazze e ragazzi mi si avvicinano "OH MY GOD! ARE YOU STEFANO'S MOM?" e mi abbracciano... Wow! Merito delle mie torte, a quanto pare.
Sono andata a vedermelo 3 volte e ancora ieri sera mi sono commossa. E mi gongolavo quando la gente del pubblico mi si avvicinava per farmi i complimenti. Fra questi anche una famiglia francese, qui dal 2008. Anche loro sanno cosa significa avere un figlio su quel palco.
Si spengono le luci.
Il teatro è piuttosto grande ed è all'interno della High School (pubblica!).
Attori e attrici si alternano su quel palco per dare vita a questa storia. In realtà non si tratta di attori né di attrici ma di studenti del liceo e uno delle medie che sono lì a seguito di un'audizione. Non hanno fatto alcuna scuola. Alcuni, ad esempio mio figlio, a scuola fanno un corso di recitazione, ma non tutti.
Ci raccontano la Seconda Guerra Mondiale dalla parte di chi ha salutato i propri cari ed è rimasto ad aspettare il loro ritorno: sono madri, mogli, fidanzate, figli... Raccontano come hanno affrontato la morte dei loro cari, o il rientro dei loro cari feriti e mutilati. O la loro stessa morte. Parlano con la morte. Affrontano la morte. Un momento si ride, soprattutto quando entra in scena mio figlio. Un momento si piange. E fra una lacrima ed un sorriso io vorrei alzarmi e urlare:
QUELLO È MIO FIGLIO! QUEL RAGAZZO È ITALIANO! QUEL RAGAZZO FINO A 4 ANNI FA NON PARLAVA QUESTA LINGUA! GUARDATELO ORA!
Ovviamente non lo faccio e lo tengo per me.
Finisce lo spettacolo fra un kleenex e l'altro e aspetto il mio ragazzo. E poi arriva, bello come il sole. e ragazze e ragazzi mi si avvicinano "OH MY GOD! ARE YOU STEFANO'S MOM?" e mi abbracciano... Wow! Merito delle mie torte, a quanto pare.
Sono andata a vedermelo 3 volte e ancora ieri sera mi sono commossa. E mi gongolavo quando la gente del pubblico mi si avvicinava per farmi i complimenti. Fra questi anche una famiglia francese, qui dal 2008. Anche loro sanno cosa significa avere un figlio su quel palco.
Ed eccolo qui, in primo piano sul giornale di Kenosha... StAfano... va bene lo stesso!
Tuesday, December 1, 2015
Comunicazioni Scuola-Famiglia!
Il diario e' roba d'altri tempi... ora c'e' la "Push Notification" sul "iPhone" che contiene il "link" all' "url" con il "download" della comunicazione in formato "mp3" o ascoltabile "embedded" in "streaming"...
...ma per dirci cosa?
"This is a message from M a h o n e Middle School.
J i m a n o s Pizzeria is offering our school the opportunity to earn money for our school.
This thursday, 35% of all purchases mentioning M a h o n e Middle School will be donated back to our school.
Last year we earned over $750 and we hope to exceed that this year.
Thank you for the consideration to help our children and our school."
"Questo e' un messaggio dalla M a h o n e Middle School.
J i m a n o s Pizzeria sta offrendo alla nostra scuola l'opportunita' di guadagnare denaro per la nostra scuola.
Questo giovedi, il 35% di tutti gli acquisti che menzioneranno la nostra scuola verra' devoluto alla nostra scuola.
L'anno scorso abbiamo guadagnato oltre 750$ e speriamo di superarli quest'anno.
Grazie per la considerazione nell'aiutare i nostri bambini e la nostra scuola."
P.S. Questa comunicazione e' stata citata perche' mi ha fatto un po' sorridere... garantisco che il tenore delle altre e' molto meno "commercial/pubblicitario"!
...ma per dirci cosa?
"This is a message from M a h o n e Middle School.
J i m a n o s Pizzeria is offering our school the opportunity to earn money for our school.
This thursday, 35% of all purchases mentioning M a h o n e Middle School will be donated back to our school.
Last year we earned over $750 and we hope to exceed that this year.
Thank you for the consideration to help our children and our school."
"Questo e' un messaggio dalla M a h o n e Middle School.
J i m a n o s Pizzeria sta offrendo alla nostra scuola l'opportunita' di guadagnare denaro per la nostra scuola.
Questo giovedi, il 35% di tutti gli acquisti che menzioneranno la nostra scuola verra' devoluto alla nostra scuola.
L'anno scorso abbiamo guadagnato oltre 750$ e speriamo di superarli quest'anno.
Grazie per la considerazione nell'aiutare i nostri bambini e la nostra scuola."
P.S. Questa comunicazione e' stata citata perche' mi ha fatto un po' sorridere... garantisco che il tenore delle altre e' molto meno "commercial/pubblicitario"!
Friday, June 5, 2015
Monday, May 18, 2015
Monday, March 23, 2015
Francy... ma le barche storte sono in Francia?
...chiedeva l'amichetta assistendo a scuola al servizio di CNN Student News su Venezia!
Thursday, March 19, 2015
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