Eccolo finalmente!
Per chi fosse interessato, ecco una lettura per delle uggiose giornate autunnali o per chi soffre di insonnia!!!
Diario di viaggio - Summer 2016 - Passaggio a Nord Ovest
Magari trovate idee e spunti interessanti per organizzare il vostro prossimo viaggio.

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Saturday, September 3, 2016
Thursday, March 19, 2015
Friday, January 9, 2015
Racconti di viaggio - Parte terza
3^ parte - Riflessioni conclusive
E' sempre difficile il rientro. Un po' perché effettivamente 2 settimane sono poche per conciliare parenti, amici e giretti vari per mezza Italia. Un po' perché si torna col cuore spezzato ogni volta. Per quanto dopo un po', almeno per quanto mi riguarda, ci sia voglia di tornare a casa propria, dormire nel proprio letto, riprendere la propria routine e cucinare i propri pasti.
Questo è il patto col diavolo che si fa quando si decide di avventurarsi in una vita all'estero: vai a vivere all'estero, cogli al volo un'opportunità imperdibile, ma gli amici e i famigliari li lasci lì, dove li hai sempre visti e dove li ritroverai un anno dopo.
E poi ti rendi conto che in fondo forse questo è anche il bello: per i nostri amici vedersi in pizzeria una sera non ha niente di speciale; per noi invece è un momento prezioso che ci godiamo in ogni sfacettatura.
E le cene in famiglia, tutti insieme, in allegria, diventano piccole sorsate di ossigeno. Saranno quelle che mi scalderanno il cuore in questo freddo inverno.
Ed eccoci qui, tornati al nostro nido, alla nostra routine e al gelido inverno del Wisconsin.
Una chiacchierata coi miei figli mi fa scoprire che, anche ai loro occhi, noi 4 fratelli siamo totalmente diversi ed è impensabile che potessimo vivere tutti insieme.
E alla domanda "quale momento vi siete portati dietro?" loro hanno risposto i momenti con i loro amici.
Certo tornare in Italia è ogni anno più doloroso. La gente è sempre più incazzata e nervosa. Sono dovuta andare all'anagrafe e la gente insultava gli impiegati per 5 minuti di attesa. Nei negozi sembra sempre che siano i commessi a fare un favore a te.
Ricordo che quando ero ragazza, il sabato prima di Natale per le strade non ci si muoveva: le vie pedonali erano un concentrato di gente, di musiche natalizie, di trenini per i bambini, negozi pieni di luci intermittenti. Sono stata per quelle stesse strade il sabato prima di Natale quest'anno e non c'era nessuno. Negozi vuoti. Un solo negozio ho visto pieno, escludendo i bar. Pochissime luci. E niente musica. Una vetrina aveva messo una decorazione in vetrina augurando BUONE FESTE, peccato che la decorazione fosse primaverile più che natalizia.
I supermercati non erano particolarmente pieni. E nemmeno il mercato cittadino.
Ma pazienza. Noi ci torniamo per rivedere le nostre famiglie e per fare il pieno di pancia e valigie!
E' sempre difficile il rientro. Un po' perché effettivamente 2 settimane sono poche per conciliare parenti, amici e giretti vari per mezza Italia. Un po' perché si torna col cuore spezzato ogni volta. Per quanto dopo un po', almeno per quanto mi riguarda, ci sia voglia di tornare a casa propria, dormire nel proprio letto, riprendere la propria routine e cucinare i propri pasti.
Questo è il patto col diavolo che si fa quando si decide di avventurarsi in una vita all'estero: vai a vivere all'estero, cogli al volo un'opportunità imperdibile, ma gli amici e i famigliari li lasci lì, dove li hai sempre visti e dove li ritroverai un anno dopo.
E poi ti rendi conto che in fondo forse questo è anche il bello: per i nostri amici vedersi in pizzeria una sera non ha niente di speciale; per noi invece è un momento prezioso che ci godiamo in ogni sfacettatura.
E le cene in famiglia, tutti insieme, in allegria, diventano piccole sorsate di ossigeno. Saranno quelle che mi scalderanno il cuore in questo freddo inverno.
Ed eccoci qui, tornati al nostro nido, alla nostra routine e al gelido inverno del Wisconsin.
Una chiacchierata coi miei figli mi fa scoprire che, anche ai loro occhi, noi 4 fratelli siamo totalmente diversi ed è impensabile che potessimo vivere tutti insieme.
E alla domanda "quale momento vi siete portati dietro?" loro hanno risposto i momenti con i loro amici.
Certo tornare in Italia è ogni anno più doloroso. La gente è sempre più incazzata e nervosa. Sono dovuta andare all'anagrafe e la gente insultava gli impiegati per 5 minuti di attesa. Nei negozi sembra sempre che siano i commessi a fare un favore a te.
Ricordo che quando ero ragazza, il sabato prima di Natale per le strade non ci si muoveva: le vie pedonali erano un concentrato di gente, di musiche natalizie, di trenini per i bambini, negozi pieni di luci intermittenti. Sono stata per quelle stesse strade il sabato prima di Natale quest'anno e non c'era nessuno. Negozi vuoti. Un solo negozio ho visto pieno, escludendo i bar. Pochissime luci. E niente musica. Una vetrina aveva messo una decorazione in vetrina augurando BUONE FESTE, peccato che la decorazione fosse primaverile più che natalizia.
I supermercati non erano particolarmente pieni. E nemmeno il mercato cittadino.
Ma pazienza. Noi ci torniamo per rivedere le nostre famiglie e per fare il pieno di pancia e valigie!
Wednesday, January 7, 2015
Racconti di viaggio - Parte seconda
2^ parte - Quei momenti un po' speciali
Noi expat siamo fatti strani. Le donne soprattutto. Sono propensa a pensare che gli uomini si fanno meno seghe mentali. Noi cominciamo a pensare al viaggio settimane, se non mesi, prima. Perché pensiamo già a cosa aspettarci. Pensiamo agli anni precedenti, a quello che ci è piaciuto di più, quello che invece ci ha lasciato l'amaro in bocca, e cerchiamo di immaginare come sarà questo nuovo viaggio e cosa ci porteremo nella valigia del ritorno. Oltre, ovviamente, a tante leccornie italiche!!!
E allora si impara a fare una selezione naturale e a tenere con noi quei momenti un po' speciali. Si prova a dimenticare la mamma che perde la memoria. Si prova a dimenticare quella frase detta o sentita nel momento sbagliato. Teniamo solo il bello.
E allora ecco che nella valigia ho messo i bei momenti con gli amici (a Roma, a Reggio Emilia, a Bollate e a Ivrea); due splendide tavolate di famiglia, quella della vigilia di Natale e quella del 26 con l'aggiunta dei cugini bolognesi che tanto adoro; mio fratello che recita una poesia in rima; mia suocera che si è presa cura di me con tanto affetto la sera prima di partire. Ah, e non dimentichiamo una superlativa cena di pesce presso il ristorante La Rava e La Fava di Ivrea (non mi pagano per la pubblicità, ma mi è rimasta nel cuore la mangiata!).
Quelli sono i momenti che ho portato con me. Momenti fatti di gioia, di allegria, di spensieratezza. Momenti fatti di famiglia e di focolare. Sì, anche quelli con gli amici sono fatti di famiglia perché alla fine si è un po' fratelli anche con loro.
Un rammarico ce l'ho: non esser riuscita ad incontrare tutte le persone che avrei voluto. Ma il tempo è sempre troppo poco e corre davvero in fretta. Alla fine ho scelto di godermi quelle poche persone che sono riuscita a vedere. Che poi, a conti fatti, non sono così poche!
Noi expat siamo fatti strani. Le donne soprattutto. Sono propensa a pensare che gli uomini si fanno meno seghe mentali. Noi cominciamo a pensare al viaggio settimane, se non mesi, prima. Perché pensiamo già a cosa aspettarci. Pensiamo agli anni precedenti, a quello che ci è piaciuto di più, quello che invece ci ha lasciato l'amaro in bocca, e cerchiamo di immaginare come sarà questo nuovo viaggio e cosa ci porteremo nella valigia del ritorno. Oltre, ovviamente, a tante leccornie italiche!!!
E allora si impara a fare una selezione naturale e a tenere con noi quei momenti un po' speciali. Si prova a dimenticare la mamma che perde la memoria. Si prova a dimenticare quella frase detta o sentita nel momento sbagliato. Teniamo solo il bello.
E allora ecco che nella valigia ho messo i bei momenti con gli amici (a Roma, a Reggio Emilia, a Bollate e a Ivrea); due splendide tavolate di famiglia, quella della vigilia di Natale e quella del 26 con l'aggiunta dei cugini bolognesi che tanto adoro; mio fratello che recita una poesia in rima; mia suocera che si è presa cura di me con tanto affetto la sera prima di partire. Ah, e non dimentichiamo una superlativa cena di pesce presso il ristorante La Rava e La Fava di Ivrea (non mi pagano per la pubblicità, ma mi è rimasta nel cuore la mangiata!).
Quelli sono i momenti che ho portato con me. Momenti fatti di gioia, di allegria, di spensieratezza. Momenti fatti di famiglia e di focolare. Sì, anche quelli con gli amici sono fatti di famiglia perché alla fine si è un po' fratelli anche con loro.
Un rammarico ce l'ho: non esser riuscita ad incontrare tutte le persone che avrei voluto. Ma il tempo è sempre troppo poco e corre davvero in fretta. Alla fine ho scelto di godermi quelle poche persone che sono riuscita a vedere. Che poi, a conti fatti, non sono così poche!
Racconti di viaggio - Parte prima
Suddivido questo racconto in più capitoli perché di fatto sono diverse le cose di cui voglio parlare. E così il lettore può prender fiato.
La prima parte riguarda una breve Vacanza Romana. Io non sono Audrey Hepburn e non ero, ahime', in compagnia di Gregory Peck. E nemmeno eravamo a cavallo di una vespa, ma solo muniti dei nostri piedi.
La seconda parte riguarda momenti speciali in famiglia.
La terza e ultima parte saranno le mie riflessioni conclusive.
1^ parte - Vacanze Romane
Nonostante il tentativo della United Airlines di non farmi arrivare, io a Roma ci sono andata perché avevo un appuntamento inderogabile col Signor Ambasciatore. Be', qualcuno che ne faceva le veci!
A precedere e a seguire questo appuntamento, ci sono state lunghissime camminate per le vie di Roma. Alcune anche sotto la pioggia. E se non avete mai avuto il piacere di camminare per Roma sotto la pioggia, io ve lo Sconsiglio con tutto il cuore: sotto la pioggia i romani tirano fuori il peggio di sé e le strade romane spaccano le caviglie. Già, gli antichi romani usavano ricoprire le loro strade con i cubetti i quali, col passare degli anni, oltre ad aver creato delle voragini, hanno allisciato la loro superficie e con l'acqua diventa peggio di una lastra di ghiaccio. Senza considerare i buchi. Insomma, dopo 2 giorni avevo un male atroce alle caviglie.
Vorrei stendere un velo pietoso sulla gentilezza della popolazione romana: sia di coloro alla guida di auto, pulman, motorini e taxi, e sia di coloro che gestiscono i bar.
Parliamo invece di una città meravigliosa, dalle ricchezze immense eppure lasciata andare con incurante disprezzo. Non posso fare a meno di pensare al popolo americano che non ha assolutamente nessun monumento eppure quel nulla viene esaltato come se fosse il centro del mondo. Mi chiedo cosa farebbero se avessero anche solo la metà delle ricchezze di Roma. Invece i romani ci buttano persino la spazzatura nei loro monumenti, o li imbrattano di graffiti di dubbio gusto.
Roma, tra le varie meraviglie, è dotata di terrazzi mozzafiato. Solo che per guardarli è necessario fermarsi e alzare lo sguardo: è importante avere sempre gli occhi puntati in basso per evitare di pestare "ricordini" sgradevoli.
OK, ho detto tutto il peggio che avevo da dire... Ora parliamo di cose belle. Quante buone pizze mi sono mangiata! Dalla pizza fritta al pane pizza, dalla pizza rossa preparata col metodo "Kasher" a quella tradizionale.
Una più buona dell'altra.
I miei ciceroni mi hanno anche portato nel Ghetto. In tante volte che sono stata a Roma, nessuno mi ci aveva mai portato. Sono rimasta colpita da diverse cose nel giro romano. Ad esempio le pietre di inciampo
Voi le conoscevate? Io no.
E dalle guardie ad ogni angolo.
La moschea ricorda molto la Mole Antonelliana senza la punta. E su un muro fuori da una scuola, questo:
Questa targa invece era all'entrata di un palazzo andando verso Campo de' Fiori:
A Campo de' Fiori abbiamo chiacchierato con l'ultima vera romana: la licenza del suo banco ha 110 anni ed è l'unica romana ancora lì. Gli altri proprietari hanno ceduto la gestione, non la licenza ma solo la gestione, a indiani, marocchini, tunisini...
Abbiamo camminato ore e ore accompagnati da un tiepido sole. Abbiamo parcheggiato la macchina alle 12:10 e l'abbiamo ripresa alle 17:25 in preda a miraggi morganici!
Non paghi, siamo andati a spendere le ultime energie (prelevandone da quelle di scorta) a Eataly. Visto che non riesco ad andarci a Chicago, almeno in quella di Roma!
Qui ci siamo anche rifocillati.
Alla fine sono riuscita a partire con tutti i miei documenti a posto.
La prima parte riguarda una breve Vacanza Romana. Io non sono Audrey Hepburn e non ero, ahime', in compagnia di Gregory Peck. E nemmeno eravamo a cavallo di una vespa, ma solo muniti dei nostri piedi.
La seconda parte riguarda momenti speciali in famiglia.
La terza e ultima parte saranno le mie riflessioni conclusive.
1^ parte - Vacanze Romane
Nonostante il tentativo della United Airlines di non farmi arrivare, io a Roma ci sono andata perché avevo un appuntamento inderogabile col Signor Ambasciatore. Be', qualcuno che ne faceva le veci!
A precedere e a seguire questo appuntamento, ci sono state lunghissime camminate per le vie di Roma. Alcune anche sotto la pioggia. E se non avete mai avuto il piacere di camminare per Roma sotto la pioggia, io ve lo Sconsiglio con tutto il cuore: sotto la pioggia i romani tirano fuori il peggio di sé e le strade romane spaccano le caviglie. Già, gli antichi romani usavano ricoprire le loro strade con i cubetti i quali, col passare degli anni, oltre ad aver creato delle voragini, hanno allisciato la loro superficie e con l'acqua diventa peggio di una lastra di ghiaccio. Senza considerare i buchi. Insomma, dopo 2 giorni avevo un male atroce alle caviglie.
Vorrei stendere un velo pietoso sulla gentilezza della popolazione romana: sia di coloro alla guida di auto, pulman, motorini e taxi, e sia di coloro che gestiscono i bar.
Parliamo invece di una città meravigliosa, dalle ricchezze immense eppure lasciata andare con incurante disprezzo. Non posso fare a meno di pensare al popolo americano che non ha assolutamente nessun monumento eppure quel nulla viene esaltato come se fosse il centro del mondo. Mi chiedo cosa farebbero se avessero anche solo la metà delle ricchezze di Roma. Invece i romani ci buttano persino la spazzatura nei loro monumenti, o li imbrattano di graffiti di dubbio gusto.
Roma, tra le varie meraviglie, è dotata di terrazzi mozzafiato. Solo che per guardarli è necessario fermarsi e alzare lo sguardo: è importante avere sempre gli occhi puntati in basso per evitare di pestare "ricordini" sgradevoli.
OK, ho detto tutto il peggio che avevo da dire... Ora parliamo di cose belle. Quante buone pizze mi sono mangiata! Dalla pizza fritta al pane pizza, dalla pizza rossa preparata col metodo "Kasher" a quella tradizionale.
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| Campo de' Fiori |
I miei ciceroni mi hanno anche portato nel Ghetto. In tante volte che sono stata a Roma, nessuno mi ci aveva mai portato. Sono rimasta colpita da diverse cose nel giro romano. Ad esempio le pietre di inciampo
Voi le conoscevate? Io no.
E dalle guardie ad ogni angolo.
La moschea ricorda molto la Mole Antonelliana senza la punta. E su un muro fuori da una scuola, questo:
Questa targa invece era all'entrata di un palazzo andando verso Campo de' Fiori:
![]() |
| sfigate direi! |
Abbiamo camminato ore e ore accompagnati da un tiepido sole. Abbiamo parcheggiato la macchina alle 12:10 e l'abbiamo ripresa alle 17:25 in preda a miraggi morganici!
Non paghi, siamo andati a spendere le ultime energie (prelevandone da quelle di scorta) a Eataly. Visto che non riesco ad andarci a Chicago, almeno in quella di Roma!
Qui ci siamo anche rifocillati.
Alla fine sono riuscita a partire con tutti i miei documenti a posto.
Sunday, July 27, 2014
Far West 2014: 2^ parte
Approfittiamo della generosa ospitalità dei nostri amici di Reno, aka Sierra Italia, per fare il resoconto di questi ultimi giorni di tour.
GIORNO 5 Luglio 22
Abbiamo imboccato la HW1, purtroppo un po' tardi. La strada è lunga. Ma svegliare i ragazzi in modo da partire ad orari decenti, non è semplice. Tra l'altro per uscire da Santa Monica abbiamo trovato traffico.
Insomma, il paesaggio è stato spettacolare. Tanto Oceano. Poi ci siamo fermati a Piedras Blancas per vedere i meravigliosi e enormi Sea Lions. Una meraviglia. Sono davvero grandi e particolari. E brutti! Poco più avanti c'è il faro ma siamo arrivati troppo tardi ed era chiuso quindi l'abbiamo visto dal cancello.
Il tramonto comincia a prendere vita cambiando i colori del paesaggio, del mare e del cielo. Ammiro il paesaggio: il sole che si riflette sul mare, le onde che si infrangono sulle pareti rocciose o su piccoli scogli che affiorano sull'acqua. Una di quelle scenografie che si potrebbe star lì seduti ore e ore a guardarla senza mai stufarsi. Ecco, questo pezzo di mondo lo osserverei ore e ore. Vorrei una casetta qui.
Ci fermiamo lungo la strada ad ammirare l'ultimissimo spicchio di sole andare a riposare.
Ci siamo comprati una specie di griglietta e stamattina abbiamo comprato della carne per fermarci a mangiare lungo la strada. Il pensiero va all'estrema siccità che quest'anno colpisce la California ma dei ragazzi in bici, a cui abbiamo chiesto consiglio, ci suggeriscono di andare poco più avanti dove c'è un campeggio attrezzato. Arriviamo al campeggio, parcheggiamo e ci organizziamo. Non c'è illuminazione quindi con le nostre piccole torcie ci aggiustiamo. È davvero un'avventura. Finito di mangiare ci rimettiamo in cammino verso San Francisco. Arriviamo alle 3:30... Sfatti!
GIORNO 6 Luglio 23
Avevamo in programma tante cose ma non ce l'abbiamo fatta: ci siamo svegliati tardi! Quindi faremo il programma ridotto. Prima tappa al comics books store per Stefano. Quindi, in attesa che si facciano le 3, andiamo al Pulgas Water Temple, un monumento all'acqua. Un luogo di pace totale assoluta!
Quindi ci siamo diretti verso la Silycon Valley dove avevamo appuntamento con Audrey per visitare gli uffici di EA. Per la gioia di Stefano.
Finito il giro siamo andati a fare delle commissioni per portare da bere al nostro ospite!
Alle 6:30 siamo arrivati da Antonio per la nostra pizza annuale! Spettacolare a dir poco e pure il dessert!
GIORNO 7 Luglio 24
Siamo al Presidio a contemplare la baia di San Francisco. Uno spettacolo! Benedetti anche da una giornata spettacolare. Qui in cima regna la pace e vorrei contemplarla in silenzio con voi!
Siamo stati alla Academy of Science...insomma, pensavo meglio!
Ed ora eccoci qui, nello stesso posto dove l'anno scorso abbiamo visto i fuochi del 4 luglio.
Una tappa al Ghirardelli per comprarci qualche cioccolatino e poi si fa ritorno all'hotel dove ci siamo fatti una minestrina con il nostro fornelletto.
GIORNO 8 Luglio 25
Sveglia presto perché oggi il tragitto è lungo. Francy non sta un granché. E ci ha fatto fermare lungo il tragitto per vomitare. Probabilmente un colpo di freddo ieri dopo la piscina.
La meta di oggi è Glass Beach e poi Redwood.
Puntiamo a nord proseguendo per la HW1 che ci fa passare sul Golden Gate, uno dei ponti più fotografati e più belli del mondo!
La HW1 è sconsigliata a chi soffre il mal d'auto!
Poco dopo aver passato il GG, si passa vicino ad una laguna. Consiglio di tenere gli occhi aperti e di fermarvi se, come me, siete amanti degli aironi (ma se non avete come me un marito che non intende fermarsi ogni volta che glielo chiedo...già perché, fosse per me, il viaggio durerebbe due giorni!). Comunque quella laguna era piena di aironi.
Il tragitto riempie i miei occhi di meraviglie autentiche, difficili da descrivere a parole. L'oceano a volte si scontra con la costa con forte impeto, altre volte invece sembrano accarezzarsi. La giornata poi è splendida e il colore del cielo si riflette sull'oceano. Poi in diversi punti si va verso l'interno e il blu del cielo con il verde o il giallo oro della vegetazione, formano contrasti commoventi. Non riesco a staccare gli occhi dal finestrino. Consiglio di fare il viaggio seduti dal lato sinistro! E consiglio anche di volgere lo sguardo verso il cielo perché io non ho mai visto così tanti falchi in vita mia. Quando ci siamo fermati per mia figlia, sopra di noi ne avevamo 11... Altro consiglio: spegnete il condizionatore e aprite il finestrino: l'aria è fresca e profuma di pino e finocchietto selvatico.
Ci siamo fermati, finalmente, a Glass Beach. Oltre alla spiaggetta dei vetri (ce ne sono tanti ma sospetto che alcuni siano stati aggiunti di recente perché la gente ne porta via sacchetti interi...non potrebbero essercene ancora così tanti) consiglio di andare a fare un salto alla spiaggia di lato che potrebbe regalare emozioni interessanti. Giochi di onde, scogli e colori non indifferenti. Ricordate che il giorno 5, lungo il primo pezzo della HW1, dissi che avrei voluto una casetta lì? Sbagliavo: la vorrei qui!
Non molto distante ci fermiamo a mangiare in una pizzeria decente e particolare (sono le 3 passate).
Riprendiamo la via verso Eureka e poi Arcata, dove abbiamo l'hotel. Ancora tre ore di viaggio. Ancora un pezzo molto bello sull'Oceano e poi si rientra all'interno. Suggestivo perché si cominciano ad intercettare gli alberi giganti.
Quando arriviamo a destinazione ci fermiamo a mangiare in una COOKHOUSE: cucina semplice, menù fisso e si mangia finché si riesce. Zuppa (molto buona), insalata, roastbeef, pollo fritto (:(), baked potatoes e un piccolo dolcino.
Dopo ci vuole una bella passeggiata in riva all'Oceano. Il sole è ormai tramontato, la sabbia è fredda, ma all'orizzonte i colori sono meravigliosi.
GIORNO 9 Luglio 26
Oggi andiamo a fare la Avenue of the Giants e poi ci dirigiamo a Reno.
Imbocchiamo la Avenue of the Giants da nord, Scotia, in direzione sud. Uno spettacolo di magnificienza, colori, luci e profumi. Ci sono tanti sentieri e campeggi. Il corso d'acqua è ridotto ad un piccolo rigagnolo.
Facciamo un paio di soste per fsre dei brevi sentieri indicati nella mappa. Noi non siamo hicker, siamo piuttosto dei "mordi e fuggi"!!!
Arriviamo in fondo alla Avenue e imbocchiamo la 101 per tornare verso nord, direzione Eureka. Quando incrociamo la HW36 che ci porterà verso Est, al Lassen Volcano.
Consiglio: fate il pieno di benzina prima di intraprendere la strada di montagna perché c'è una sola pompa che fa pagare la benzina a peso d'oro!
La strada è molto bella, sempre non adatta a chi soffre il mal d'auto. In alcuni tratti ricorda tanto la strada che conduce all'Overlook Hotel...
E ci riserva anche un paio di incontri interessanti: due cerbiatti e un'aquila.
Fuori dalla nostra auto ci sono 102 gradi F, 38C alle 5 del pomeriggio... E siamo intorno ai 1000 metri. Anche i vetri della macchina son caldi. Siamo scesi per fare pipì (mi raccomando non fatela per strada che in USA arrestano) e sembrava di entrare in un forno.
Ah, se contate sui vostri iPhone o Android, a meno che non abbiate un satellitare, non trovate campo per diverse ore. Anche ieri lungo la HW1 siamo rimasti a lungo fuori copertura.
Tuesday, July 22, 2014
Far West 2014: i primi 4 giorni
FAR WEST 2014
GIORNO 1 - Luglio 18
Partiti presto da casa: l'eccitazone ha fatto sì che alle 9:30 fossimo pronti!
Giretto al Gurnee Mills e poi via verso la Churrascaria. Mentre giravamo per cercare parcheggio il "capitone svettante" di casa urla "Papà papà! Giocano a volley... Le donne!" Trovato parcheggio e via, veloci come il vento a guardare le donne giocare a beach volleymentre la piccola di casa ricordava al padre che è un uomo sposato...
La Churrascaria si è rivelato il perfetto inizio della vacanze: bellissimo ristorante, simpatici i camerieri e ottimo cibo!
E ora, con il nostro solito anticipo, siamo in aeroporto in attesa di sapere a che gate dobbiamo andare.
Amo gli aeroporti. Trovo che siano luoghi particolarmente interessanti. Pieni di vita, senza mai tregua. Dagli addetti ai bagsgli, ai passeggeri, alla sicurezza, al check-in; i vari negozietti all'interno, le biglietterie; i piloti e le hostess; i controllori di volo e gli addetti ai vari terminali. Migliaia di persone e di individue. E poi i viaggiatori. Ognuno con la propria storia. Chi viaggia per piacere, chi per lavoro e chi va a trovare parenti malati o chi va ai funerali, chi va a curarsi in qualche luogo. Chi è felice e chi non lo è. Chi è innamorato e chi invece è ststo lasciato. E pensare che tutte queste persone sono individui a sé. Nessuno di loro ha lo stesso DNA di un altro. Nessuno di loro ha la vita di un altro. Trovo che sia affascinante. Poi io amo guardare la gente e immaginare le loro storie.
Non vedo l'ora di arrivare e rivedere l'hotel dove abbiamo vissuto un mese. Un mese speciale! Cercando di immaginare che effetto mi farà essere lì dopo 3 anni e mezzo.
Che arrivo assurdo! Sia o stati più di un'ora in aereo, fermi, in attesa che si liberasse un gate. Davanti a noi altri 6 aerei! Poi lo shuttle che ci ha portati all'hotel è rimasto imbottigliato in un traffico assurdo. Morale: sia arrivati all'hotel che erano le 2 passate e siamo andati a dormire alle 3:50!!!
GIORNO 2 - Luglio 19
Ho dormito poco e male. Ora sono le 7:30 e mi bruciano gli occhi, mi gira la testa e ho fame!
Il programma di oggi prevede gita a San Diego e stasera cena con Irene e Franca!!
Prima di andare a San Diego siamo andati a fare un po' di spesa. Siamo partiti verso DS intorno alle 11:30 ma c'era un traffico pazzesco e siamo arrivati alla USS MIDWAY che erano le 3:50... Quindi niente visita interna, solo all'esterno. Comunque interessante e con la statua del bacio.
Poi siamo andati al Cabrillo N.M.: spettacolare! Il panorama permetteva di vedere l'intera baia di SD e i cimiteri militari, proprio come quelli dei film, erano davvero perfetti.
A quel punto ci siamo diretti a Dana Point dove avevamo appuntamento con Irene&C. Irene, Franca, Bruno, Enrica e i piccoli si sono rivelati particolarmente simpatici. Sono stata contenta di averli incontrati. Una gran gioia e difficile salutarsi.
GIORNO 3 - Luglio 20
Con tutta calma, dopo una piacevole colazione e dopo aver concesso ai ragazzi un po' di piscina, ci siamo diretti verso lo stadio degli Angels. Altro revival!
Dopo siamo andati a Newport Beach e, dopo una passeggiata, ce la siamo spassata un po' in riva all'Oceano: spiaggia e mare sono un divertimento assicurato per i ragazzi. E dopo...altro revival: il Farro. Un ristorante italiano che ci piaceva molto e non ci ha deluso nemmeno oggi!
E ora siamo a Holliwood.
GIORNO 4 - Luglio 21
Sveglia comoda. L'hotel non prevede la colazione quindi siamo andatia farla alla Third Street Promenade: abbiamo trovato un caffè Lavazza...ma il cappuccino è un'arte e qui non l'hanno nel DNA. PECCATO. Poi una lunga camminata con la scusa di cercare una pharmacy. Arrivati in spiaggia era troppo presto e troppo assolato per stare lì quindi ci siamo piazzati all'ombra a cazzeggiare e sonnecchiare. Poi abbiamo noleggiato le bici per un giro sul caratteristico sentiero sulla spiaggia, fino a Venice e ritorno. E finalmente siamo andati in riva al mare e i ragazzi si sono fatti un bel bagno giocando con le onde.
Al ritorno verso l'hotel abbiamo fatto il giro per Beverly Hills e Rodeo Drive...
E poi passeggiata suhollywood Boulevard in cerca delle nostre Stelle preferite.
Ora ho sonno!
Domani rotta verso San Francisco attraverso la HW1!
GIORNO 1 - Luglio 18
Partiti presto da casa: l'eccitazone ha fatto sì che alle 9:30 fossimo pronti!
Giretto al Gurnee Mills e poi via verso la Churrascaria. Mentre giravamo per cercare parcheggio il "capitone svettante" di casa urla "Papà papà! Giocano a volley... Le donne!" Trovato parcheggio e via, veloci come il vento a guardare le donne giocare a beach volleymentre la piccola di casa ricordava al padre che è un uomo sposato...
La Churrascaria si è rivelato il perfetto inizio della vacanze: bellissimo ristorante, simpatici i camerieri e ottimo cibo!
E ora, con il nostro solito anticipo, siamo in aeroporto in attesa di sapere a che gate dobbiamo andare.
Amo gli aeroporti. Trovo che siano luoghi particolarmente interessanti. Pieni di vita, senza mai tregua. Dagli addetti ai bagsgli, ai passeggeri, alla sicurezza, al check-in; i vari negozietti all'interno, le biglietterie; i piloti e le hostess; i controllori di volo e gli addetti ai vari terminali. Migliaia di persone e di individue. E poi i viaggiatori. Ognuno con la propria storia. Chi viaggia per piacere, chi per lavoro e chi va a trovare parenti malati o chi va ai funerali, chi va a curarsi in qualche luogo. Chi è felice e chi non lo è. Chi è innamorato e chi invece è ststo lasciato. E pensare che tutte queste persone sono individui a sé. Nessuno di loro ha lo stesso DNA di un altro. Nessuno di loro ha la vita di un altro. Trovo che sia affascinante. Poi io amo guardare la gente e immaginare le loro storie.
Non vedo l'ora di arrivare e rivedere l'hotel dove abbiamo vissuto un mese. Un mese speciale! Cercando di immaginare che effetto mi farà essere lì dopo 3 anni e mezzo.
Che arrivo assurdo! Sia o stati più di un'ora in aereo, fermi, in attesa che si liberasse un gate. Davanti a noi altri 6 aerei! Poi lo shuttle che ci ha portati all'hotel è rimasto imbottigliato in un traffico assurdo. Morale: sia arrivati all'hotel che erano le 2 passate e siamo andati a dormire alle 3:50!!!
GIORNO 2 - Luglio 19
Ho dormito poco e male. Ora sono le 7:30 e mi bruciano gli occhi, mi gira la testa e ho fame!
Il programma di oggi prevede gita a San Diego e stasera cena con Irene e Franca!!
Prima di andare a San Diego siamo andati a fare un po' di spesa. Siamo partiti verso DS intorno alle 11:30 ma c'era un traffico pazzesco e siamo arrivati alla USS MIDWAY che erano le 3:50... Quindi niente visita interna, solo all'esterno. Comunque interessante e con la statua del bacio.
Poi siamo andati al Cabrillo N.M.: spettacolare! Il panorama permetteva di vedere l'intera baia di SD e i cimiteri militari, proprio come quelli dei film, erano davvero perfetti.
A quel punto ci siamo diretti a Dana Point dove avevamo appuntamento con Irene&C. Irene, Franca, Bruno, Enrica e i piccoli si sono rivelati particolarmente simpatici. Sono stata contenta di averli incontrati. Una gran gioia e difficile salutarsi.
GIORNO 3 - Luglio 20
Con tutta calma, dopo una piacevole colazione e dopo aver concesso ai ragazzi un po' di piscina, ci siamo diretti verso lo stadio degli Angels. Altro revival!
Dopo siamo andati a Newport Beach e, dopo una passeggiata, ce la siamo spassata un po' in riva all'Oceano: spiaggia e mare sono un divertimento assicurato per i ragazzi. E dopo...altro revival: il Farro. Un ristorante italiano che ci piaceva molto e non ci ha deluso nemmeno oggi!
E ora siamo a Holliwood.
GIORNO 4 - Luglio 21
Sveglia comoda. L'hotel non prevede la colazione quindi siamo andatia farla alla Third Street Promenade: abbiamo trovato un caffè Lavazza...ma il cappuccino è un'arte e qui non l'hanno nel DNA. PECCATO. Poi una lunga camminata con la scusa di cercare una pharmacy. Arrivati in spiaggia era troppo presto e troppo assolato per stare lì quindi ci siamo piazzati all'ombra a cazzeggiare e sonnecchiare. Poi abbiamo noleggiato le bici per un giro sul caratteristico sentiero sulla spiaggia, fino a Venice e ritorno. E finalmente siamo andati in riva al mare e i ragazzi si sono fatti un bel bagno giocando con le onde.
Al ritorno verso l'hotel abbiamo fatto il giro per Beverly Hills e Rodeo Drive...
E poi passeggiata suhollywood Boulevard in cerca delle nostre Stelle preferite.
Ora ho sonno!
Domani rotta verso San Francisco attraverso la HW1!
Monday, July 14, 2014
Ready, Set... Gooooooooo!
Mancano 4 giorni al nostro nuovo viaggio!
La meta l'hanno decisa i ragazzi: California.
Le tappe sono state scelte tutti insieme cercando di accontentare i desideri di tutti. Riusciremo quindi ad unire cultura, divertimento e cazzeggio con visita agli amici!
Si parte da LA, tappa a San Diego, poi su verso San Francisco lungo la HW1, e ancora a nord verso Glass Beach e Redwood. Poi si riscende verso Reno (una visita agli amici di Sierra Italia non si nega mai!).
Quindi un giretto intorno al Lake Tahoe mentre scendiamo verso Owens Lake. Un veloce passaggio alla Death Valley (il periodo non ci permette una gita lunga) e poi via verso Las Vegas.
E infine ritorno a LA.
Riceverete dettagli lungo il percorso!
La meta l'hanno decisa i ragazzi: California.
Le tappe sono state scelte tutti insieme cercando di accontentare i desideri di tutti. Riusciremo quindi ad unire cultura, divertimento e cazzeggio con visita agli amici!
Si parte da LA, tappa a San Diego, poi su verso San Francisco lungo la HW1, e ancora a nord verso Glass Beach e Redwood. Poi si riscende verso Reno (una visita agli amici di Sierra Italia non si nega mai!).
Quindi un giretto intorno al Lake Tahoe mentre scendiamo verso Owens Lake. Un veloce passaggio alla Death Valley (il periodo non ci permette una gita lunga) e poi via verso Las Vegas.
E infine ritorno a LA.
Riceverete dettagli lungo il percorso!
Tuesday, December 17, 2013
-1
Passo da una stanza all'altra di casa ed è ogni minuto più rischioso. Sì, c'è il rischio di inciampare e rimanere imprigionati nei fili di questa emozione che si fa più intensa di minuto in minuto.
Il divano letto della stanza degli ospiti è completamente sommerso di vestiti e di regali da portare a parenti e amici. Quegli amici che ti verranno a prendere in aeroporto. Quelli che faranno chilometri di autostrada per venire a salutarci, a ri-incontrarci dopo esser passati a trovarci quest'estate o ad incontrarci di persona per la prima volta. Quelli che col cuore ci sono stati vicini in tutti questi mesi e che ancora lo saranno. Gli amici di sempre che ti porti dentro fin dalle scuole (circa una vita fa, confesso!). Quelli che organizzano una pizzata. Quelli che ti dicono che non ti lasceranno più andar via e quelli che vorrebbero mettersi in valigia con te.
E vorresti non dimenticare nessuno. Ma non puoi perché, fortunatamente, sono tanti.
E fra poche ore tutta quella massa di vestiti e doni la dovrò infilare in valigia.
E poi ci sarà la solita procedura di pesare le valigie, fare il check-in online.
Svuotare il frigorifero di tutti i cibi deteriorabili. Avvisare quelli del piano di sotto.
Poi arriva il messaggio di una sorella che non vede l'ora di abbracciarci.
E i messaggi degli amici dei figli che si danno appuntamento "in piazzetta davanti alla piadineria".
La principessa di casa che tanto è emozionata che ha dimenticato di essere raffreddata e rauca. Il principe che non riesce nemmeno a stare fermo su una sedia.
E io e Big Papi, preoccupati, ci chiediamo se riusciremo a sopravvivere al lungo volo di domani.
Il pensiero del cappuccino con croissant al cioccolato. La pizza: dove faranno la migliore? La mozzarella di bufala: il nostro fornitore ha spostato il negozio!
Tanti pensieri. Tante cose da organizzare. Tanta emozione.
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