Saturday, October 8, 2016

Insegnare a fare la pasta ai ragazzi del liceo

La mamma di un bambino del mio asilo insegna FOOD & NUTRITIONING nella High School che frequentano i miei figli. Una mattina mi ha telefonato per chiedermi se avevo voglia di fare una lezione sulla pasta italiana e sulle tradizioni italiane.
Che dite? Ho accettato?
Ovvio che sì!

Così martedì scorso ho affrontato con un po' di timore questi ragazzi. Ma prima di raccontarvi i dettagli, vi voglio mostrare la "cucina" in cui studiano questi studenti. (E' giusto ricordarvi che si tratta di una scuola pubblica!).

Mentre io spiegavo, quelli più indietro mi vedevano in TV...



E' imbarazzante. Mi immagino già la faccia del mio amico Dario nel guardare queste foto.

Ho raccontato a questi ragazzi qualcosa dell'Italia, dell'importanza che ha per noi stare seduti a tavola a mangiare BENE e chiacchierare, in famiglia e/o con gli amici.
Mi hanno chiesto cosa mi manca di più delle cose che facevo in Italia e la prima cosa che mi è venuta in mente è l'APERITIVO! Poi mi han chiesto com'è la pizza e gli ho raccontato come e dove è nata la pizza (che sia chiaro che non è nata a New York!) e che se dovessero andare in Italia se chiedono la Pepperoni Pizza potrebbero avere una spiacevole sorpresa!

E poi siamo passati alla pratica.
Ho fatto la pasta davanti a loro, l'ho stirata con la macchinetta e l'ho tagliata, un po' tagliatelle, un po' spaghettini e un po' con la rotella. Ma ho anche fatto vedere come farla se non hanno la macchinetta.
E poi hanno fatto loro: chi ha provato ha fare la pasta (schifandosi un po' nel toccare le uova e nell'avere le mani sporche):





Chi invece ha preferito solo stenderla e "INVENTARE" nuove forme:






Ma alla fine tutti d'accordo sulla parte più divertente: MANGIARLA! Scusate, pensavo di avere fotografato la cucina di fianco su cui bolliva un pentolone di acqua e un buon sughetto!



Faticosissimo ma mi sono divertita tanto.

Ah, nel frattempo di tanto in tanto mio figlio faceva capolino e mi ripeteva tutto quello che avevo detto durante la lezione... qualcuno ha fatto la spia!

Tuesday, September 20, 2016

Punto di fuga

Dopo quella che posso definire la più difficile e pesante giornata lavorativa dopo un anno e mezzo, sento il bisogno di pensare a qualcosa di piacevole e allora vi racconto del mio "punto di fuga".

Il mio nuovo ufficio si trova in mezzo alla campagna. Come dicono qui: In the middle of nowhere! La mattina alle 7:45 porto un gruppo di bambini a prendere lo school bus di fronte alla scuola. E sto con loro finché non arriva il bus. Siccome abbiamo ancora delle belle giornate, anche se freschine, li porto fuori un po' prima così stanno all'aperto e anche io mi godo quel momento di pace.

Una delle prime mattine c'era un bel sole, la sera prima aveva piovuto e c'era ancora quell'odore di umido della campagna.  C'era qualcosa di famigliare in quell'odore acre di erba, di terra, di campagna e umidità. E d'un tratto guardo un punto davanti a me...

Niente di speciale. Per chiunque altro. Ma la quiete di quel posto, l'odore e quel paesaggio mi hanno catapultato nel passato, nelle mille estati passate a Ca' di Pippo, la casa della famiglia di mio papà vicino a Monghidoro. Davanti a Ca' di Pippo, al di là della strada c'è un panorama MOLTO simile, o almeno io me lo ricordo così.





E così ora ogni mattina mi prendo quel gruppo di bambini e li porto ad aspettare il bus e io col pensiero vago nel passato. E' il mio punto di fuga: lì, in quel luogo preciso, torno ad essere quella bambina cicciottella e lentigginosa in cerca di una mucca marrone (questa pochi la capiranno!).

Spero di non avere mai più giornate così pesanti al lavoro, augurandola invece ad altre persone. Dovesse succedere ancora, mollo tutti, mi prendo una sedia (comoda) e mi piazzo lì.

Saturday, September 3, 2016

Diario di viaggio Vacanze 2016

Eccolo finalmente!
Per chi fosse interessato, ecco una lettura per delle uggiose giornate autunnali o per chi soffre di insonnia!!!

Diario di viaggio - Summer 2016 - Passaggio a Nord Ovest

Magari trovate idee e spunti interessanti per organizzare il vostro prossimo viaggio.

Monday, June 27, 2016

E siamo arrivati a 5!!!


Tutto ebbe inizio Lunedì 27 Giugno 2011 con QUESTO POST.  E oggi è Lunedì 27 Giugno 2016.

E in men che non si dica, quella che era cominciata come una vacanza,  si è trasformata in una nuova vita.

Loro erano così:


Francy aveva 9 anni appena compiuti e Stefano 11, appena compiuti anche lui.
Nel frattempo loro sono andati a scuola (1^ media lui e 4^ elementare lei), si sono distinti per la velocità con cui hanno imparato la lingua; sono cresciuti (troppo in fretta), sono diventati ragazzi maturi, svegli, aperti. Hanno vissuto momenti anche difficili ma, insieme, li abbiamo affrontati e ora ci possiamo ridere sopra. 
Ci siamo fatti diverse splendide vacanze in giro per gli USA, approfittando del fatto che eravamo qui e abbiamo voluto conoscere meglio il paese che ci ospita, e siamo rientrati in Italia ogni anno per Natale. Io e Ale ci siamo sposati



E ora? Ora loro sono così:

Lui pronto ad essere un Junior e lei una Freshman. In poche parole: lui si prepara al terzo e penultimo anno di High School e lei al primo anno. Andranno nella stessa scuola (finalmente stessi orari!).
E tutto questo è successo in 5 anni. 5 fantastici anni. Non ne rimpiangiamo nemmeno uno.

Augurando anche a voi il di trovare il coraggio di trasformare la vostra vita e realizzare i vostri sogni, spegniamo le luci, esprimiamo un desiderio e soffiamo sulle candeline!

TANTI AUGURI E BUONA VITA A NOI !!!

Friday, June 17, 2016

Tick Tock

Bandiera fuori dal balcone e start al tempo... vediamo quanto ci impiegano a lamentarsi.

Monday, June 6, 2016

E' faticoso comunicare in una lingua straniera

A volte ci si deprime. Ed è anche difficile da spiegare. Ma parlare/scrivere, insomma, comunicare ogni giorno in una lingua che non è la tua, è davvero una lotta continua.
E lo vedi nelle facce delle persone che non riescono a capire quello che cerchi di esprimere. O quando cerchi tu di capire cosa ti stanno raccontando. E niente, sono quasi 5 anni che siamo qui, anche se io solo da 1 anno lavoro e quindi è da poco che uso quotidianamente la lingua; scrivo email, parlo coi genitori, CERCO DI CAPIRE I BAMBINI, parlo al telefono. Ma le lacune sono ancora immense. Soprattutto nel farmi capire o nell'esprimere le emozioni. Non ne avete idea se non l'avete provato.
Non è andare in vacanza all'estero. Ma vivere. Lavorare. Mangiare. Affittare. Comprare. Contrattare.
E poi mi chiedo: ma che avranno mai capito di quello che ho detto? Avranno davvero capito quello che volevo dire o hanno capito Roma per Toma?

 E oggi leggevo un post di Rick Zullo, lui è il mio alter-ego: lui è un americano che vive in Italia, a Roma. In QUESTO POST Rick prova a scrivere una lettera in italiano. Fa tanti errori. Alcuni sono dovuti ad una traduzione letterale dall'inglese all'italiano. Ma tutto sommato il senso è chiaro ed è ben scritta. Ma io so che lui non è italiano. Io so quello che lui sta vivendo e gli sforzi che sta facendo.
Mi chiedo se chi legge le mie mail prova mai a mettersi nei miei panni. Chi legge le mie mail prova mai a pensare: "E sei io dovessi andare in Italia, scriverei così? Meglio? Peggio?"

Forse se tutti imparassimo a metterci nei panni dello straniero, sarebbe tutto più facile.

Sunday, May 29, 2016

Un piccolo passo per l'umanità, un grande passo per la mia piccolina

Ogni anno, l'avvicinarsi della fine della scuola, mi emoziona. Anche in Italia succedeva. Sembrava quasi che fossi più emozionata io dei miei figli.
Percepisco la loro stanchezza, la fatica di arrivare agli ultimi giorni e completare tutto il programma.
Ma questo è un anno speciale, quasi come quello di 3 anni fa: anche mia figlia esce dalla scuola media e si appresta ad entrare nel mondo dei grandi, nella HIGH SCHOOL, la scuola alta!
Non ci posso ancora credere, eppure è così. E dopo di lei più nessuno. Tutti alla High School. E' un passo enorme!
E con lei che esce dalle scuole medie, anche il mio ruolo di Vice Presidente dell'Associazione Genitori si è conclusa. Al liceo non esiste più. Al liceo i genitori non partecipano più alla vita scolastica dei figli. Non che alle medie ci fosse una partecipazione assidua, ma anche se non venivano alle riunioni, quando si chiedeva il supporto dei genitori, arrivavano. Al liceo qui i ragazzi son grandi e possono essere lasciati liberi. Qui poi la maggior parte dei ragazzi a partire dal secondo anno di liceo, lavorano.
E un ragazzo che ha la patente e lavora, non ha sicuramente bisogno di genitori che gli gironzolano intorno nei corridoi della scuola. Quei corridoi sono una loro proprietà e i genitori sono ammessi solo il giorno dei colloqui. Una volta varcata la porta della scuola, la famiglia viene lasciata fuori ed entrano in un mondo tutto loro. Noi dobbiamo lasciarli fare e fidarci.

E comunque fra pochi giorni assisteremo alla cerimonia di consegna dei diplomi della Signorina di casa. L'emozione è tanta. E ogni volta che assisto a questi eventi, non posso non pensare che siamo arrivati qui 5 anni fa e che questi due ragazzi... 

NON SAPEVANO UNA PAROLA DI QUESTA LINGUA E ORA LA PADRONEGGIANO COME NIENTE FOSSE...
Scusate ma credo di avere tutto il diritto di emozionarmi!

Wednesday, April 27, 2016

Thursday, April 14, 2016

C'è sempre una prima volta!

L'HO FATTO!!! OGGI PER LA PRIMA VOLTA DA QUANDO SIAMO ARRIVATI QUEL FATIDICO 27 GIUGNO 2011.

Ultimamente al lavoro mi stanno massacrando con orari e corse pazze sulle strade Kenoshane. Anche oggi. Avevo mezz'ora scarsa per percorrere le 12 miglia che mi separavano da un Campus all'altro. Ho preso la decisione e l'ho fatto:  
sono entrata nel drive thru dello Starbucks vicino al mio ufficio, ho fatto il mio ordine parlando con la signorina attraverso il microfono, sono andata alla finestra seguendo la fila, ho pagato e mi sono portata via il mio TALL CARAMEL FRAPPUCCINO bevendolo mentre guidavo.

Son passi importanti.

Thursday, March 31, 2016

Lasciamo le nostre tracce

"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."
(Cesare Pavese, "La luna e i falò")
Qualche giorno fa un'amica ha pubblicato questa frase su facebook e da allora ci sto pensando. 
E' vero: lasciare il segno, un ricordo di sé. Sapere che nel tuo passaggio hai lasciato un ricordo nella gente, possibilmente un bel ricordo, è un "far parte della comunità". 
Anche se poi te ne vai, o te ne devi andare. Qualunque ne sia il motivo.
Lasciare le proprie tracce.

Mi fa pensare ad un ricercatore storico che, un giorno nel futuro, facendo delle ricerche, incappa su una mia traccia. Un articolo su un giornale, il ricordo di un vicino di casa o di un amico. 

Ecco, io questo sto facendo: lascio le tracce, lascio qualcosa di mio nella comunità, per non sentirmi sola.  E il pensiero che un giorno, forse, qualcuno calpesterà queste tracce e che le mie tracce potranno aiutare quel qualcuno a sentirsi meno solo, ecco, mi fa sentire utile.

E io lo so. Io so che sto lasciando dei buoni segni nella terra che calpesto.

Thursday, March 17, 2016

Cieli che fanno sognare




Mi fa impazzire questo cielo.
Mi sembra che guardare altrove sia uno spreco: passerei ore e ore a fissarlo, a guardare con quanta velocità riesce a cambiare. Da stamattina alle 10 che era terso, alle nuvole pomeridiane che correvano veloci nel blu. Colori che inebriano, luci che acciecano. Vasto, tanto da averlo tutto intorno. Come si fa a non amarlo?



Wednesday, March 2, 2016

Andiamo in gita scolastica?

Ah no, non si devono più chiamare gite. Come si chiamano ora? Uscite didattiche?

Normalmente qui sono uscite di una giornata in qualche museo o scuola nei dintorni. Poi ieri nostro figlio ci manda questo messaggio:
"Papi non ti arrabbiare ma field trip a Costa Rica alla bellezza di 2 mila cinquecento dollari"

Questa gita, passatemi il termine perché non si tratta di un'uscita didattica ma di una vera e propria gita, è stata segnalata dall'insegnante di spagnolo ed è organizzata da WorldStrides. Fortunatamente non vi è alcun obbligo a partecipare!

La gita, della durata di 8 giorni, viaggi inclusi, si svolgerebbe in Costa Rica. Si intitola PURA VIDA (guardate il link per vedere di cosa si tratta!) perché porterebbe gli studenti a contatto con la natura e la vita selvaggia della foresta.
Si svolgerebbe dal 14 al 21 Aprile 2017!
Il costo è di $2,578 se si dà conferma entro il 17 Marzo 2016, altrimenti sono $3,278. Ovviamente consigliano anche di fare l'assicurazione in caso tu fra 13 mesi sia impossibilitato a partecipare. Mica lo sai se il 14 Aprile del prossimo anno c'hai la broncopolmonite!
Se volessi andarci pure io, il costo per me sarebbe $2,928 (sempre con lo sconto di $700 se prenoto entro il 17 Marzo!).

Ma con che coraggio chiedono una cosa del genere?

It's a cultural shock!

Non riesco ad abituarmici al formalismo!
Io a scuola avevo la maestra Pinuccia e Gabriella, Piera era quella dell'asilo. Poi alle medie e al liceo si passava al generico "prof". Le amiche di mia mamma le chiamavo tutte per nome e anche i vicini di casa. I miei amici mia mamma la chiamavano per nome.

Le maestre dei miei figli le chiamavo per nome e anche i miei figli le chiamavano per nome.

Qui no! Qui c'è il Ms. (o Mrs.  se hai l'assoluta certezza che è una donna sposata) e Mr. seguito dal cognome fin dall'asilo. E non si scappa. Povere creature! Nel mio caso è stata concessa un'eccezione perché far dire il mio cognome mi pareva una dannazione.
Gli amici dei miei figli mi chiamano col cognome di mio marito perché qui la norma vuole che al momento del matrimonio la moglie cambi il cognome... sai che casino? Dover cambiare tutti i documenti... senza parlare della facilità con cui divorziano e si risposano... non sarebbe più semplice mantenere il proprio cognome? No. All'atto del matrimonio devi crocettare una casellina se NON vuoi cambiare il cognome!

A me piacerebbe tanto di più se mi chiamassero col mio nome senza quel Ms. davanti! Mi farebbe sentire meno vecchia ma soprattutto più "amica". Meno distaccata.
Ma si offendono qui. Ci tengono tantissimo a questi formalismi, alle etichette.