Thursday, April 4, 2013

Voglio vivere così

Da diversi anni seguo Doris Zaccone su Radio Capital con la sua "Capital in the World". E siamo anche stati due volte suoi ospiti: la prima volta e la seconda. Ammiro molto questa donna, mi piace la sua trasmissione e mi piace tantissimo lei. E dopo averla conosciuta e aver mangiato con lei, la sento un po' "mia".
Da qualche tempo Doris con i gestori del sito www.voglioviverecosi.com (anche questo fra i miei favoriti), sta girando un serial web (se si chiama così): sono piccoli video di 3-5 minuti che rappresentano una "expat". Lei, Doris appunto, ha provato a vivere a Barcellona, e poi ora è a Londra. Potete seguire la serie a questo link: VOGLIO VIVERE COSI' WORLD.

La seguo. Ovviamente ci sono alcune cose che stonano alle corde di chi sta affrontando o ha affrontato la vita di expat:
  •  tutti questi incontri "casuali" con italiani, certo forse a Barcellona o a Londra è così, non so, ma provare ad andare in cittadine meno conosciute potrebbe rendere meglio l'idea; 
  • muoversi in taxi non è una consuetudine di chi si trasferisce in una cittadina nuova: devi prendere confidenza prima possibile con la routine e girarla in macchina;
  • fare l'expat significa cercare casa, scuola per i figli, andare a fare la spesa, fare i contratti per il gas, la luce, il riscaldamento... insomma, la routine. Girare per locali e negozi, andare a cena da amici... eh MAGARI!!!
Ma a parte questi piccoli "nei", tratta dei temi molto molto particolari. Oserei dire delicati.

Affrontare un nuovo paese, nuove culture, nuove abitudini, nuova lingua, nuove regole e leggi... insomma, è un po' un RISCOPRIRE se stessi. Rimettersi in gioco. Rinascere una seconda volta. E poi devi imparare ad adattarti al paese in cui vivi cercando di rispettare i loro spazi, il loro mondo, i loro costumi... Questo significa anche trovare porte chiuse, o porte che ti si chiudono in faccia. Perché il fatto che noi siamo italiani, non significa che possiamo continuare con i nostri "usi e costumi" ovunque. Eh no! Non funziona così. E così, il consiglio, è quello di prendersi un periodo di tempo per tastare il terreno, imparare a vivere nel nuovo mo(n)do e poi, pian pianino, farlo anche tuo, entrare a farne parte. Senza essere invadente. Con delicatezza. Può capitare che trovi qualcuno che ti aiuta, come è successo a noi. Ma non sempre. E comunque non può aiutarti in tutto. E allora devi arrangiarti con le tue sole forze (e con l'aiuto preziosissimo di internet).

Ci sono momenti in cui vorresti mollare. Ti chiedi se ne vale davvero la pena.
E non è necessario andare dallo psicologo. Basta la volontà di voler davvero andare avanti, di volerti mettere alla prova.
Non tutti ci riescono. Non tutti sopportano questi cambiamenti. E allora mollano e tornano a casa. Ma non devono sentirsi dei falliti. Almeno ci hanno provato.
E' che è davvero molto difficile. Ci vuole coraggio. Tanto. L'ideale sarebbe NON ANDARE DA SOLI perché se si ha qualcuno ci si fa forza a vicenda e nei momenti di sconforto, l'altro è lì a sostenerti.

Poi arriva il momento in cui la fase di adattamento è passata e il nuovo mondo diventa tuo, e tu diventi parte di esso. A quel punto tutto diventa più facile, non facile ma un po' di più!

UN PASSO ALLA VOLTA!

 

11 comments:

  1. Sono assolutamente d'accordo con quello che dici...e aggiungo che a volte la rinascita è una bella opportunità che non tutti hanno nella vita!

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    1. Verissimo: è una grande opportunità!

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  2. Lo dicevo poche ore fa Renata... E lo ripeto... Ti stimo.

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  3. Bello questo post, sicuramente scritto da chi vive una vita reale, fatta, come dici, di routine e normalità, e proprio per questo difficile, se ci si appresta a farla in un altro posto che non sia quello di nascita.
    Inoltre con tutte le (cattive) abitudini italiane (ovviamente non non nel tuo caso!) bisogna necessariamente risettarsi e ricominciare da nuovo e la sfida è proprio questa, rifare un percorso banale ma essenziale per inserirsi appieno nella nuova comunità e la volontà aiuta in questa nuova vita da expact.
    Inutile dirti che chi ti segue in questa tua nuova vita, attraverso questo blog meraviglioso, ha una sconfinata stima per te e la family.
    M.

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    1. Mary, come al solito il tuo apprezzamento mi commuove.

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  4. This comment has been removed by the author.

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  5. Già, hai assolutamente ragione...
    Avevi scritto un'altra cosa molto utile, per coloro che volevano intraprendere questo percorso, questa avventura.
    Mi pare si intitolasse "Trasferirsi negli Usa con famiglia".

    Un abbraccio...


    d.

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  6. Assolutamente vero! E più ti allontani dall'Italia, più è difficile mantenere gli "usi e costumi"... e poi si tende sempre ad integrarsi nel posto dove sei! E tu aiuti tantissimo, con il tuo blog, a capire quanto sia bello vivere in un altro "mondo", ma anche quanto sia difficile!!
    Un bacione,
    Lorena

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  7. Renata, hai reso moooolto bene l'idea: il lato pratico del vivere in un altro paese.

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  8. Finalmente un italiana che essendo all'estero non dichiara di aver trovato il paradiso. Sicuramente ci sono molti aspetti positivi a vivere negli USA, però è realistico descrivere anche l' adattamento che sempre è necessario quando una persona /famiglia fa una scelta così radicale.

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