Wednesday, May 23, 2012

Noo, Ca7_7_oooo... Noooooooo!



Italian Salami Pride

Forever Marilyn

E' il nome che l'ottantenne Steward Johnson ha dato alla sua opera:

La famosa scena del film "The seven year itch"

Alta 26 piedi (poco meno di 8 metri) per un peso di oltre 15 mila kg di bronzo pitturato.

A luglio del 2011 si è piazzata in bella mostra lungo la famosa Michigan Ave di Chicago dove la famiglia di pinguini ha potuto ammirarla in tutta la sua bellezza appurando che le mutandine le aveva!

A maggio 2012, pochi giorni fa, la nostra Bionda Marilyn ha fatto le valigie... si è smontata testa e varie parti del corpo e se n'è andata al caldo... ma come? proprio ora che finalmente anche qui compare la bella stagione? Eh vabbe'!


Ora lasciamo che siano i californiani ad ammirarla. Ora la potete ammirare a Palm Springs: FOREVER MARILYN IN PALM SPRINGS
 



Monday, May 21, 2012

La seconda dedica speciale

Era il 22 Maggio 2002. Questa volta si trattava di un parto programmato visti i precedenti... Il 21 Maggio sono entrata in ospedale mentre tua nonna, mia mamma, si prendeva cura del tuo fratellone!!!
Verso le 11 del 22 mattina, mentre ero in sala d'aspetto con tuo papà e tua nonna (tuo fratello era all'asilo nido), un'infermiera tanto gentile mi è venuta a chiamare... mamma mia... che emozione... Una dottoressa addetta all'anestesia è venuta a chiedermi se volevo fare l'epidurale e io ho detto "SIIIIIIIIIIIII"... controlli di routine e poi mi hanno portata in sala operatoria. Ho dovuto aspettare un bel po' perché nel frattempo è arrivata un'emergenza. Allora ho detto di avvisare il papà che altrimenti si angosciava... Mentre aspettavo avevo tante persone intorno che stavano con me e non mi lasciavano mai sola, mi accarezzavano la testa e mi chiedevano continuamente se stavo bene. Quando finalmente è arrivato il mio turno: puntura sulla schiena e dopo un po' non sentivo più le gambe.
Il dottore che doveva farti nascere mi ha detto che avrei sentito strattonare ma di non preoccuparmi che era tutto nella norma. E dopo pochi minuti ho sentito il tuo primo (di tanti) pianto... e ho chiesto di farmi dare un bacino alla mia bimba. E ti ho accarezzata... poi ti hanno portata a fare il bagnetto e tutti i controlli. Ho chiesto l'ora ed erano le 12:24 anche se ti hanno registrata più tardi ma quella per me era l'ora!
E il tuo papà si è poi preso cura di te... E il tuo fratellone, appena ti ha vista, ti saltellava intorno come un pazzo!
Ed ecco com'eri:

La mia cucciolotta con già le dita in bocca...


C'è una storia che racconto sempre con tanta tenerezza: il giorno che ti ho portato a casa non abbiamo detto niente a tuo fratello per fargli una sorpresa. Papà è andato a prenderlo all'asilo senza dirgli nulla. Arrivato a casa ci ha trovate lì ad aspettarlo... non credeva ai suoi occhi... e mi ha detto: "Spogliala che voglio vedere i suoi piedini" E da quel giorno, finché non hai cominciato a camminare, ogni tanto si prendeva i tuoi piedini e se li ciucciava.
Ti adorava e mi aiutava sempre a cambiarti il pannolino:

Il primo giorno a casa

Il caso ha voluto che sia per te che per Stefano, al vostro arrivo io avevo le lenzuola con gli angioletti...

Ti ha adorato fin dal primo istante ma quando finivo di allattarti... dovevo poi metterti subito giù


Al matrimonio dei nostri amici

Il tuo battesimo
 
Ecco come ti riducevi con la pappa...
La nanna dopo tanta fatica...

Buono lo yogurt ma le dita di più
 
Ma quanto mi piace trovarvi così
Il tuo primo giorno di scuola

In attesa che aprano i cancelli

Al mare

Il tuo primo schiuma-party

Danze alla festa della zia Irene



TANTI TANTI TANTI AUGURI PICCOLA DONNINA MIA!!!

Friday, May 18, 2012

La prima dedica speciale


Era il 19 Maggio 2000, Venerdì. Dopo una notte con le doglie, la mattina la tua mamma stava abbastanza bene, non c'era più traccia di contrazioni.
Il tuo papà decide di non andare al lavoro vista la situazione. Allora la tua mamma, il tuo papà e la nonna Cristina passano la mattinata a passeggiare, bere succo d'arancia al bar... insomma, a cazzeggiare alla grande.
Verso le 11 decidiamo di andare a fare un controllo su consiglio dell'ostetrica Giovanna.
Stavamo bene entrambi ma tu davi segno di voler nascere senza però troppa fatica. Così provano a farti nascere ma non ne eri proprio convintissimo... dovevamo fare qualcosa e allora la dottoressa decide di fare un taglietto alla panciona di mamma per farti nascere. E così poco prima dell'ora di pranzo sei arrivato tu, Stefano, ad allietare la vita di mamma e papà.

La manina più dolce dell'Universo

Appena arrivato a casa

Pappa-time!!!
Uno scherzetto dello zio Robi...

La tua bandana americana (era destino!)
Il tuo bagnetto
Il tuo battesimo

 
La tua prima "moto"

La tua prima "macchina"


Le tue adorate cugine...

E la varicella!

Il primo giorno di scuola

Il tuo primo allenamento di baseball

Il mio pitcher!

La Prima Comunione
In partenza...

La California


AUGURI MIO ADORATO RAGAZZINO !!!

Garage Sale

Spettacolare... da giorni vedevo i cartelli GARAGE SALE! Ed ero curiosa di sapere com'erano.

Stamattina portando a scuola mia figlia l'ho scoperto! Sembrava di essere davvero al mercato: un gran traffico con macchine parcheggiate su entrambi i lati e quindi si passava nei due sensi alternati... poi quasi ogni garage era organizzato al meglio: chi vendeva mobili in disuso, chi attrezzi da giardino, giochi, vestiario... di tutto per tutti i gusti.







Dalle 8am alle 4pm. Un gran viavai. E domani si replica. Vediamo se si riesce a fare un giro e a fotografarlo meglio (oggi avevo l'emicrania e non mi sono fermata).

In pratica funziona così: ogni quartiere si organizza e comunica la propria vendita. Poi allestisce cartelli sulle strade e mette anche l'annuncio sui giornali. Chi vuole mette a disposizione il proprio garage. Chi non vuole o non può, può prendere la sua roba e donarla al garage del vicino o dell'amico. I soldi che vengono raccolti vengono dati in beneficienza, generalmente alla ricerca contro il cancro.
A vedere dalla quantità di roba messa a disposizione e dalla gente che passava, pur essendo venerdì mattina, direi che di soldi ne raccolgono parecchi.

Bellissima questa iniziativa. In fondo quanta roba ci capita di buttare che invece a qualcuno potrebbe servire? La si tiene da parte sapendo che ogni anno c'è questa vendita e si fa qualcosa di buono.

Buona notte.

Tuesday, May 15, 2012

Adattarsi mantenendo intatta la propria cultura

In questi giorni sto notando tanti cambiamenti in me, nel mio modo di percepire questo "mondo", di vedere e vivere le cose. Vedo cose che prima non vedevo, sento cose che prima non capivo.
Con ordine, andiamo con ordine.

La prima "strana" percezione l'ho avuta sull'abbigliamento. Eh sì. Ho sempre pensato che il gusto degli americani non fosse proprio il massimo. Chi di noi viaggiando, andando in una delle nostre città turistiche (Roma, Venezia, Firenze) non si è detto, guardando un turista vestito in modo ridicolo <<quello è sicuramente un americano (o un inglese)>>? Eh già! E raramente abbiamo sbagliato. Ed è vero: sono rimasta subito colpita da questo modo di vestire. Non solo per le strade: nei negozi di "alta moda" a volte c'è da restare senza fiato. Sono i vestiti che portava mia mamma 30-40 anni fa!
A volte mi è anche capitato, portando mia figlia a scuola, di vedere madri in pigiama che uscivano con su una vestaglia, attraversavano la strada, lasciavano il proprio figlio a scuola e se ne tornavano a casa. Ero sconcertata. Io che non vado nemmeno a ritirare la posta se non ho fatto la doccia, non mi sono lavata i denti e messa almeno una traccia di trucco. Eppure ora non le vedo più. Già, ma che fine hanno fatto? Dove sono finite le mamme in pigiama? Possibile che non ci siano più? Non è che semplicemente il mio occhio si è adattato a certi comportamenti? Penso proprio che sia così. Non ci faccio più caso. Il fatto è che queste persone amano profondamente la comodità. Che sia bella o che sia brutta a loro non importa. Qualsiasi cosa sia se è comoda la indossano. E sto imparando a capire e ad accettare questa "cultura". I sandali sono estremamente comodi ma spesso senza calzini vengono le vesciche, quindi i sandali si possono portare con i calzini. Ha del comodo questa cultura: NESSUNO, RIPETO NESSUNO TI GIUDICHERA' MAI PER COME APPARI. A loro non interessa come tu sei vestita o pettinata: se sei comoda a loro va bene. Purché, ovviamente, non leda i limiti della decenza. Su questo penso siamo tutti d'accordo.

La seconda "strana" percezione è arrivata con la lingua. Ricordo che qualche mese fa mi chiedevo quando sarei riuscita a seguire (e a fare) un discorso, a parlare con qualcuno delle mie sensazioni. O a capire un film per intero. A LEGGERE UN LIBRO. Ed ecco che, a poco meno di un anno dal nostro arrivo qui, sono in grado, CON TUTTI I DOVUTI ERRORI, di seguire e tenere un discorso, sono in grado di seguire un film/telefilm senza sottotitoli, e sono al mio terzo libro in lingua. Cosa buffa: se mi concentro e penso alla grammatica mentre parlo... faccio degli strafalcioni. Se parlo d'impatto senza troppa attenzione parlo molto meglio! A voi può sembrare strano ma io ne sono orgogliosa di questi miei progressi. Oggi poi ascoltavo mio figlio studiare la lezione di scienze sui batteri: provate voi a studiare una materia come scienze in una lingua che non è la vostra lingua originale... be', ero fiera dei progressi di quel ragazzo!!!

La terza e ultima, per ora, "strana" percezione... questa è ancora più strana e meno spiegabile. Vedo cose che non avevo mai notato prima. Veramente le cose sono peggio di come le ho messe qui. Ci sono cose che cercavo, come una matta, e che ritenevo qui non ne facessero uso. Non so come ma oggi mi sono comparse davanti agli occhi. Parlo di prodotti che in Italia si trovano in tutti i comuni supermercati e che qui, non so per quale ragione, non trovavo. Ritenevo strano che non ne facessero uso. E oggi ero decisa, sapevo che non poteva essere che non li usassero, mi sono presa tempo e ho cercato. Ed erano lì, davanti a me. Ho trovato tutto. Come mai non li vedevo? Credo che la sola risposta possibile sia che... li cercavo nel posto sbagliato. Avevo la mentalità italiana e cercavo dove avrei cercato in un supermercato italiano. Ora sono entrata in una nuova mentalità e ho trovato le cose che cercavo! Thiè!

(p.s. è inutile che mi chiediate cosa cercavo e dove l'ho trovato: cercateveli da voi!!!)

Ebbene, per concludere: mi sto abituando e adattando alla loro cultura. Anche con gli orari... ma certe cose non le perderemo. L'alimentazione italiana sarà sempre nel nostro DNA e il giorno in cui in casa mia comparirà la gelatina di frutta... sarà giunta l'ora di tornare in Italia.

Buona notte!

Monday, May 14, 2012

Svelato l'arcano

Qualche giorno fa, portando i ragazzi a scuola, mi sono imbattuta in questo spettacolo:


Pensavo fosse una passione Americana come per noi i "nanetti".
Passando davanti allo stesso giardino il giorno dopo non vi era più alcuna traccia di questi Flamingoes.
Stamattina in un altro giardino vedo questo:


Sul cartello c'è scritto "YOU'VE BEEN FLOCKED".
A questo punto pare ovvio che si accede alla risorsa Google (da cui è nato il verbo to google) e trovo tante informazioni. Questa è la più esaustiva:


E finalmente sono venuta a capo del mistero!!!

Sunday, May 13, 2012

E mo' che faccio... Sarto?

Eggia' ... ma nun e' che me tocca sarta' su un piede... ne' su due!

Me tocca proprio fa' er Sarto!

Ecco una delle cose che, come acqua e luce, ti accorgi che/quanto mancano solo nel momento in cui non le hai e ne hai bisogno!!!

E allora, come faccio a dare una sistemata ai due pantaloni nuovi che ho appena comprato, adesso che non ci sono le sartine del Metropoli che mi fanno orlo and risvolto come piace a me?

Trovi l'alternativa americana, qualcuno di voi potrebbe suggerire. Il problema e' che qui, dove hanno esattamente tutte le misure di circonferenza e di lunghezza possibili e immaginabili, se non ricadi tra quei parametri, ti serve proprio un sarto di quelli con il CV di almeno due pagine e con il bigliettino da visita. Il banale orlo a quel punto ti puo' costare l'equivalente di quello che costano i due pantaloni messi insieme!!!

La "semplice" alternativa allora diventa ... DO IT YOURSELF!!!

Allora apri youtube e cominci a documentarti ... poi vai a Walmart e chiedi alla commessa del reparto taglio e cucito e alla fine... tadaaaaa... ti ritrovi con in mano forbici, ago, filo e spilli e vai col lisciooooo!!! Dimenticavo la maggica - non Roma - fettuccina autorlatricetermosaldante!