Tuesday, April 3, 2018

Un "parco da sogno"



Quando siamo arrivati in questa città, sono rimasta colpita dal numero di bambini e giovani disabili, o diversamente abili. In particolare nelle scuole.
Non capivo inizialmente se era davvero elevato il numero di disabili, o se semplicemente le scuole hanno maggiori servizi a disposizione quindi i ragazzi possono accedere più facilmente alle scuole. In poco tempo ho scoperto che era proprio così: le strutture e l'organizzazione permette a tutti i bambini, con vari gradi di disabilità, di accedere alla scuola.

Le scuole, oltre ad essere tutte costruite a misura di disabile, ad avere aule e strumenti ad hoc e la tecnologia opportuna, hanno a disposizione personale specializzato; alcuni bambini la cui disabilità è più grave, hanno anche due persone a disposizione.
Ogni tipo di disabilità ha il giusto supporto e non vi è alcun tipo di discriminazione.

Man mano che i miei figli sono cresciuti ed hanno allargato la loro cerchia di amici, ho addirittura scoperto che molti ragazzi si mettono al servizio di associazioni per aiutare i disabili. Un amico di mio figlio, ad esempio, lavora con un ragazzo autistico; un'altra amica durante l'estate mette in scena degli spettacoli teatrali con gruppi di ragazzi e bambini disabili.
Recentemente, questa è una mia pecca perché è aperto già da due anni, ho scoperto che a Kenosha c'è un parco giochi da sogno, infatti si chiama "Dream Playground".

Costruito in 10 giorni da oltre 3000 volontari, con fondi messi a disposizione dai vari commercianti della città, è un parco accessibile al 100%.

La pavimentazione è fatta con una speciale gomma resistente a qualsiasi intemperia (ricordo a chi non mi segue che qui l'inverno non perdona: tanta neve e temperature polari!) a protezione di qualsiasi tipo di caduta.
Ogni attrazione è accessibile con delle rampe per l'accesso alle sedie a rotelle; un'altalena terapeutica con gancio per le sedie a rotelle; corde, barre e anelli a varie altezze per essere accessibili ad ogni età.
Il parco giochi è diviso in due aree: una più idonea a bambini sotto i 5 anni, e l'altra per bambini dai 5 anni in su.
Lungo il perimetro ci sono dei pannelli istruttivi in braille.

Fuori dal perimetro ci sono tavoli, un bar e i bagni. E non poteva mancare una "Little Free Library": una casettina con dentro dei libri che si possono liberamente prendere. L'idea vuole che in cambio lasci un altro libro.
Il tutto pulito, ben tenuto come fosse nuovo (tanto che io pensavo fosse nuovo), senza nemmeno un graffito o una carta in terra...











Tuesday, March 20, 2018

Di College, High School e Teatro...

Ed ecco un altro spaccato di tipica vita americana...
Praticamente nel giro di pochi giorni sono successe alcune cose che hanno messo a dura prova la mia emotività.  E io sono fragile, soprattutto quando si tratta dei miei figli. Ah queste mamme italiane che si emozionano per un nonnulla!

Primo colpo:
Questo messaggio dice che nostro figlio è stato ammesso al Columbia College Chicago. E' uno dei College più prestigiosi per gli studenti che vogliono entrare nel mondo della recitazione e del "film making".

Secondo colpo:

Questa lettera dice che nostro figlio è stato ammesso nel programma Honors grazie ai risultati accademici raggiunti... E mica noccioline!

Terzo colpo:

L'altro giorno a scuola hanno consegnato i famosi cap&gown che verranno indossati il giorno della GRADUATION... (lasciamo perdere il costo!).

Quarto (e, per ora, ultimo) colpo:


Essendo stata, quella di sabato, l'ultima recita di nostro figlio per la High School, come da tradizione, gli è stata consegnata la rosa di saluto.

Ora basta che già sento il terreno cedermi sotto i piedi... (E NON PROVATE A DIRMI CHE SETTEMBRE ARRIVA IN UN ATTIMO...).


Friday, February 23, 2018

Tuesday, February 20, 2018

Monday, January 29, 2018

Essere genitori di adolescenti

Un po’ di tempo fa chattavo con un’amica e mi ha detto che le mancano i nostri post sul blog. E’ vero. Abbiamo diminuito tanto. Ma in fondo, dopo oltre sei anni, non è più una novità, non c’è più niente di nuovo e particolare da raccontare. O meglio: diventa difficile fare confronti con l’Italia perché anche l'Italia cambia mentre noi siamo via.  Ad esempio in politica... no, ok, scherzavo. Non cambia molto, è la nostra memoria che fa cilecca e non ci ricordiamo più come funzionano certe cose!

Poi, pensandoci bene, le ho detto che magari potrei raccontare di cosa significa avere figli adolescenti da questa parte dell’Oceano. E allora eccomi qui.

Il modo migliore per cercare di capire i miei figli, a parer mio, è cercare di ricordarmi com'ero io e come erano i miei amici alla loro età.
La ragazza ha 15 anni e… Dio ci protegga! Il suo umore cambia con la stessa rapidità con cui si spostano le lancette dell’orologio (per coloro che ancora ricordano il funzionamento dei cari, vecchi orologi analogici!!!), chiamata anche Eolo perché sbuffa in continuazione, e alza gli occhi al cielo. Bacchettona, soprattutto col padre, che poi predica bene ma razzola male. Ma quando è di buon umore è bellissimo averla intorno: allegra, spumeggiante, simpatica. Se poi è malata, si lascia anche coccolare… con moderazione! Come si dice: CARPE DIEM!!!
Il ragazzo ha 17 anni… sorvoliamo!
Cosa fanno i teenager in questa città? Non vanno in discoteca… perché a Kenosha NON ci sono discoteche.
D’estate vanno “downtown”, che qui significa andare a “cazzeggiare” verso il lago e far passare il tempo. Magari con lo skate. Spesso c’è musica dal vivo, o vanno in qualche bar. Ricordo che qui è severamente vietato consumare alcol al di sotto dei 21 anni, quindi bevono bibite o caffè da Starbucks. Inoltre nella contea di Kenosha vige il curfew (coprifuoco): dalla domenica al giovedì i minorenni non possono essere in giro fra le 22:30 e le 6 (a meno che non siano accompagnati dal genitore); il venerdì e il sabato il curfew comincia a mezzanotte!

E noi genitori ci raccomandiamo ogni volta che escono. A volte ci ascoltano. A volte...

D’inverno i ragazzi si ritrovano a casa di uno o dell’altro. A seconda di quello che vogliono fare: c’e’ chi ha i videogiochi più fighi, c’è chi ha i film più fighi, c’è chi ha la mamma che cucina bene (upsi…)... e spesso finiscono col restare a dormire a casa dell’amico/a di turno così da non aver problemi col coprifuoco. Quindi è necessario avere sempre la dispensa fornita e materassini e coperte sempre a portata di mano.

Normalmente 15 anni è l’età in cui cercano il primo lavoro: i ragazzi lavorano dopo la scuola e nel weekend. E finché li sappiamo al lavoro, siamo tranquilli. Ma e’ anche l’età in cui cominciano le prime guide! Si inizia con la scuola guida per la teoria (obbligatoria solo per i minorenni, mentre i maggiorenni possono saltarla) poi, non prima dei 15 anni e mezzo, si può fare l’esame di teoria e quindi avere il “Drive Permit”, il nostro foglio rosa. Con quello si può cominciare a guidare con l’istruttore o con un adulto che abbia la patente da almeno 5 anni. Dal giorno in cui compiono 16 anni, se l’istruttore dà il benestare, e se ci sono i requisiti minimi, si può fare l’esame pratico. Una volta ottenuta la patente ci sono 9 mesi di “probationary” in cui si può guidare da soli o con al massimo una persona al di fuori dei membri della famiglia; non si può guidare fra mezzanotte e le 5 del mattino a meno di essere in transito da/per il lavoro o la scuola e non si deve prendere nemmeno una multa.
E poi… son tutti cavoli dei genitori!!!

Per quanto riguarda fumo e droga la scuola ha tolleranza zero. Nemmeno gli adulti possono fumare in prossimità della scuola, nemmeno nel parcheggio mentre si aspetta l'uscita degli studenti.
Purtroppo questo non significa affatto che a Kenosha non giri nulla e siano tutti bravi ragazzi e che alle 10 tutti i ragazzi siano sani e salvi a casa. No. Perché sappiamo bene tutti che, specialmente a quell’età, infrangere le regole è il massimo del divertimento… Noi possiamo solo sperare di fare un buon lavoro come genitori e che i nostri figli non frequentino le compagnie sbagliate.

E per chi crede (qualsiasi Dio a questo punto va bene), affidiamoci alla benevolenza dell’Altissimo!

Thursday, January 18, 2018

Natale in Italia 2017

Mi sembrano trascorsi mesi, invece solo un mese fa eravamo da poco arrivati nella nostra amata patria per trascorrere le vacanze di Natale.
Personalmente credo siano state le più belle degli ultimi 6 anni.

Quest'anno ho trascorso più tempo con i miei genitori: mio papà, nonostante un ruzzolone sul ghiaccio che l'ha costretto all'uso delle stampelle per qualche tempo, è sempre splendidamente in gamba, ironico, spiritoso, attento. E molto, molto paziente con la mia mamma la cui testa vaga ormai verso qualche misterioso lido, lontano da noi. E' un peccato e confesso di aver perso qualche volta la pazienza nel ripeterle all'infinito le stesse cose: fa la stessa identica domanda a ripetizione a volte anche per giorni. Io perdo la pazienza e mio papà invece, con infinita dolcezza, le ripete le cose.


Ma per fortuna ci sono stati i cugini di Bologna a farci visita, e gli amici sempre disponibili ad allietarci la vacanza. Quegli amici che organizzano una super cena per la sera del nostro arrivo (quegli amici che vengono a prenderci in aeroporto) e che rendono indimenticabile anche un "semplice" tè del dopo natale! Un pomeriggio che né io né mio figlio avremmo voluto finisse.
E poi la gita a Marolo con la neve: un paesaggio incantevole. E la gita a Bollate per passare il capodanno con gli amici di sempre (da quando i nostri figli grandi erano all'asilo!).

Alla fine siamo rientrati alla base (confesso che dopo un po' sento il bisogno dei mie spazi) col cuore gonfio di momenti magici. Grazie a chi ha contribuito a renderli tali.

Tuesday, December 5, 2017

Genetti, questi sconosciuti

Mio figlio stamattina mi ha detto che oggi nella classe di Food avrebbero fatto i GENETTI.
"Mamma li conosci?"
"Ehm...no. Dovrei?"
"Dicono che siano dei famosi cookies italiani tipici di Natale"
Uhm...
Temo sia un po' come la famosa Wedding Soup italiana. Allora sono andata a consultare quello che mio marito chiama "il mio migliore amico", ossia Google.
Google.com cercando Genetti, mi presenta una lista piuttosto lunga di siti e blog americani ove trovare questa ricetta e ogni autore si proclama italiano... In qualche modo.
Google.it mi presenta un albergo sito negli USA e i giardini di una certa signora Genetti (che tra l'altro vive in Wisconsin). Ho cercato direttamente su siti italiani di cucina, ma niente. Nessuna traccia di genetti o anginetti...
Credo possiamo inserire questa ricetta nell'elenco dei cibi italiani sconosciuti agli italiani, insieme con la salsa Alfredo e la Wedding Soup e chissà quale altra diavoleria !!!
Per curiosità proverò a farli!