In questi giorni sto notando tanti cambiamenti in me, nel mio modo di percepire questo "mondo", di vedere e vivere le cose. Vedo cose che prima non vedevo, sento cose che prima non capivo.
Con ordine, andiamo con ordine.
La prima "strana" percezione l'ho avuta sull'abbigliamento. Eh sì. Ho sempre pensato che il gusto degli americani non fosse proprio il massimo. Chi di noi viaggiando, andando in una delle nostre città turistiche (Roma, Venezia, Firenze) non si è detto, guardando un turista vestito in modo ridicolo <<
quello è sicuramente un americano (o un inglese)>>? Eh già! E raramente abbiamo sbagliato. Ed è vero: sono rimasta subito colpita da questo modo di vestire. Non solo per le strade: nei negozi di "alta moda" a volte c'è da restare senza fiato. Sono i vestiti che portava mia mamma 30-40 anni fa!
A volte mi è anche capitato, portando mia figlia a scuola, di vedere madri in pigiama che uscivano con su una vestaglia, attraversavano la strada, lasciavano il proprio figlio a scuola e se ne tornavano a casa. Ero sconcertata. Io che non vado nemmeno a ritirare la posta se non ho fatto la doccia, non mi sono lavata i denti e messa almeno una traccia di trucco. Eppure ora non le vedo più. Già, ma che fine hanno fatto? Dove sono finite le mamme in pigiama? Possibile che non ci siano più? Non è che semplicemente il mio occhio si è adattato a certi comportamenti? Penso proprio che sia così. Non ci faccio più caso. Il fatto è che queste persone amano profondamente la comodità. Che sia bella o che sia brutta a loro non importa. Qualsiasi cosa sia se è comoda la indossano. E sto imparando a capire e ad accettare questa "cultura". I sandali sono estremamente comodi ma spesso senza calzini vengono le vesciche, quindi i sandali si possono portare con i calzini. Ha del comodo questa cultura: NESSUNO, RIPETO
NESSUNO TI GIUDICHERA' MAI PER COME APPARI. A loro non interessa come tu sei vestita o pettinata: se sei comoda a loro va bene. Purché, ovviamente, non leda i limiti della decenza. Su questo penso siamo tutti d'accordo.
La seconda "strana" percezione è arrivata con la lingua. Ricordo che qualche mese fa mi chiedevo quando sarei riuscita a seguire (e a fare) un discorso, a parlare con qualcuno delle mie sensazioni. O a capire un film per intero. A LEGGERE UN LIBRO. Ed ecco che, a poco meno di un anno dal nostro arrivo qui, sono in grado, CON TUTTI I DOVUTI ERRORI, di seguire e tenere un discorso, sono in grado di seguire un film/telefilm senza sottotitoli, e sono al mio terzo libro in lingua. Cosa buffa: se mi concentro e penso alla grammatica mentre parlo... faccio degli strafalcioni. Se parlo d'impatto senza troppa attenzione parlo molto meglio! A voi può sembrare strano ma io ne sono orgogliosa di questi miei progressi. Oggi poi ascoltavo mio figlio studiare la lezione di scienze sui batteri: provate voi a studiare una materia come scienze in una lingua che non è la vostra lingua originale... be', ero fiera dei progressi di quel ragazzo!!!
La terza e ultima, per ora, "strana" percezione... questa è ancora più strana e meno spiegabile. Vedo cose che non avevo mai notato prima. Veramente le cose sono peggio di come le ho messe qui. Ci sono cose che cercavo, come una matta, e che ritenevo qui non ne facessero uso. Non so come ma oggi mi sono comparse davanti agli occhi. Parlo di prodotti che in Italia si trovano in tutti i comuni supermercati e che qui, non so per quale ragione, non trovavo. Ritenevo strano che non ne facessero uso. E oggi ero decisa, sapevo che non poteva essere che non li usassero, mi sono presa tempo e ho cercato. Ed erano lì, davanti a me. Ho trovato tutto. Come mai non li vedevo? Credo che la sola risposta possibile sia che... li cercavo nel posto sbagliato. Avevo la mentalità italiana e cercavo dove avrei cercato in un supermercato italiano. Ora sono entrata in una nuova mentalità e ho trovato le cose che cercavo! Thiè!
(p.s. è inutile che mi chiediate cosa cercavo e dove l'ho trovato: cercateveli da voi!!!)
Ebbene, per concludere: mi sto abituando e adattando alla loro cultura. Anche con gli orari... ma certe cose non le perderemo. L'alimentazione italiana sarà sempre nel nostro DNA e il giorno in cui in casa mia comparirà la gelatina di frutta... sarà giunta l'ora di tornare in Italia.
Buona notte!