Sunday, May 7, 2017

Si apre un nuovo capitolo: IL COLLEGE!

Se 6 anni fa mi avessero detto che un giorno avrei dovuto imparare a destreggiarmi nel fantastico mondo dei college americani, sarei scoppiata a ridere!
E invece eccomi qui.

Il solo modo per noi italiani (intendo quelli che sono nati in Italia e che ci hanno vissuto una discreta quantità di anni e che hanno, direttamente o indirettamente, conosciuto il mondo dell'università italiana) di capire come funziona il college americano, sia quello di "resettare" la memoria. Cancellare completamente ogni ricordo dell'università italiana. Al momento non vedo assolutamente nulla che possa accomunare le due realtà.
Ciò che state per leggere di seguito non è oro colato. Potrebbero esserci inesattezze o lacune. Stiamo ancora imparando. Se volete correggere o aggiungere qualcosa, scrivetemi e sarò ben lieta di accontentarvi.

Con questa premessa procedo a spiegare quello che stiamo capendo.

LA SCELTA DEL COLLEGE
Non si tratta di scegliere la facoltà,  ma di scegliere un college che contenga la facoltà che si vuole fare. Sì, perché ogni college offre una gamma, più o meno vasta, di "facoltà" che portano alla fine al raggiungimento del degree. Per avere un'idea del numero di facoltà offerte da ciascun college, potete dare uno sguardo a questi link:

UW PARKSIDE
UW MILWAUKEE
UW MADISON


Quindi ci si attacca ad internet e si cercano tutti i college che offrono il degree che si desidera, si fa una selezione e poi si passa a programmare le visite ai college. Noi per ora ne abbiamo visitati 3.
Come si sceglie? Be', ognuno ha i propri canoni di ricerca che possono essere: la qualità del college, la collocazione geografica, il costo, l'offerta di attività extra-curriculari, l'offerta di borse di studio, ecc. Ogni college ha un "rating" calcolato in base al numero di studenti laureati e studenti attualmente impiegati, al numero di studenti che arrivano alla fine, al numero di studenti che raggiunge voti alti.
E' bene visitare più di un college per avere le idee più chiare.
Ah, importante: la scelta del college va fatta nel corso della primavera/estate del penultimo anno di liceo, il "junior year" (qui il liceo dura 4 anni). 

COME CI SI ISCRIVE
Una volta scelti i college, nel corso dell'estate si preparano le "APPLICATION". Parlo al plurale perché è bene fare richiesta a più di un college. Perché? Perché non è lo studente a scegliere il college ma è il college a scegliere lo studente. L'application è un formulario in cui, oltre ai dati personali e ai contatti, vanno inserite tutte le attività extra-didattiche (sport, club), attività di volontariato (ogni liceo richiede un numero minimo di ore di volontariato per poter accedere alla graduation, ma se ne possono fare anche molte di più), eventuali lavori fatti. Al formulario vanno allegate almeno due lettere di raccomandazione e un "essay", una presentazione di se stesso che lo studente deve preparare. Deve essere ben scritta e COMPLETA di tutto. Bisogna far credere al college che non accettando questo studente, si farebbe un grande errore! Bisogna sapersi vendere, in poche parole. Il college ha tutto l'interesse ad ammettere studenti di successo che possano alzare o mantenere il prestigio del college stesso.
Le application vanno mandate tutte fra Agosto e Settembre. Fra Dicembre e Gennaio arriveranno poi le risposte, positive o negative.

UNA VOLTA ACCETTATI
A questo punto lo studente deve preparare il proprio piano di studi. Per fare questo bisogna tenere conto di alcuni elementi:

1) ogni materia ha un peso misurato in "credits"
2) per raggiungere la laurea, Major, bisogna aver totalizzato un numero minimo di credits

Ogni "facoltà" richiede la frequentazione di alcune materie precise e quasi sempre il totale dei credits è minore del minimo richiesto. Quindi lo studente deve aggiungere delle altre materie secondarie per raggiungere, e a volte superare, il numero minimo di credits. Ed ecco che lo studente potrebbe riuscire ad ottenere anche un Minor, ossia una laurea di secondo grado. Alcuni studenti riescono ad ottenere più di un Major e più di un Minor.

Esempio: per ottenere un Major in Theatre and Arts bisogna avere un minimo di 50 credits.  Però il curriculum obbligatorio ne offre 41. Quindi lo studente sceglierà delle opzioni, correlate o meno al suo major, per completare il numero di credits.

Il college dura in genere 4 anni. In mezzo ci può stare anche un semestre all'estero. Dopo il degree ci sono i Master ma questo è un argomento ancora lontano. Già fatico a barcamenarmi in questo capitolo!

Una cosa la posso dire: visitare questi college è meraviglioso. Fa venire una voglia matta di iscriversi ed entrare nel mondo dei club, delle fraternite, dei dormitori... Massima invidia per i miei figli!!!


Sunday, April 2, 2017

Effetti collaterali

Ricordo ancora quel giorno: una tiepida mattina di aprile, il sole splendeva. Da qualche tempo avevo cominciato la ricerca di una casa perché stare in affitto ci pareva di buttare via i soldi.
Entro in questo appartamento che si affacciava sul parco.
Il soggiorno mi accoglie con un caldo e luminoso abbraccio. Ampio, luminoso.
Me ne innamoro immediatamente. Ma avevo paura: mi ero innamorata anche di un'altra casa ma non avevamo concluso. E questa era molto più bella. Affacciata sul parco. Già immaginavo le festicciole dei bambini e le cene con i nostri amici (che ancora non avevamo).

Ad agosto del 2002, 3 mesi dopo la nascita della nostra secondo-genita, questa diventa la nostra casa.
In nove anni abbiamo accolto tantissima gente: compleanni, cene, feste, pizzate, polentate, riunioni dei genitori. Il tè pomeridiano con le mie amiche... con la mia Amica.

Ormai da quando ci siamo trasferiti qui in USA, era più un costo che altro. Ci andavamo per 3-4 giorni l'anno. Avevamo un'amica che andava a prendere la posta e la controllava.

Nonostante ciò... il pensiero che oggi Big Papi è lì per svuotarla e venderla ci intristisce.
E' un capitolo che si chiude. Un capitolo meraviglioso e importante.

Sinceramente non pensavo mi avrebbe incupito tanto. Nei mesi precedenti ho contattato tanti amici per evitare di buttar via tutto. Soprattutto la cucina...



Ho amato tanto quella cucina!

Presa dal coordinare il nostro "emporio" (l'abbiamo battezzato così io e la mia amica!) non mi sono concentrata sugli "effetti collaterali" dello svuotamento. Ho realizzato oggi, mentre Big Papi ci faceva vedere in diretta la casa svuotata...  
CHE TRISTEZZA!

Grazie. Spero tu dia ai nuovi padroni la stessa gioia che hai dato a noi.

Wednesday, January 25, 2017

Noi speriamo sempre...

A noi expat basta davvero poco per farci sognare.
A volte è sufficiente entrare in un supermercato e trovare questa insegna





Ho chiesto subito al "salutatore" di turno (li chiamo così io, quelle persone che stanno davanti all'entrata, ti sorridono, ti danno il buongiorno e ti chiedono se hai bisogno), dicevo,  ho chiesto subito al salutatore dove si trovasse il "mercato italiano" e mi ci sono fiondata.

Niente di nuovo: 4 scaffali con nomi di regioni (come se ci fossero solo 4 regioni in Italia)



 



E sotto la solita roba: pasta, sughi, grissini, libri di ricette, "parmesan", savoiardi, torrone... roba che o ti fai un mutuo o lasci perdere. Mi sono lanciata sulle sfogliatine di Matilde Vicenzi e sono venuta via.

E così, come in  fretta possiamo sperare, altrettanto in fretta restiamo delusi.

Buona notte.

Saturday, November 26, 2016

Thanksgiving 2016


Ecco a voi il nostro Thanksgiving 2016:











Monday, October 10, 2016

Tu chiamale se vuoi...

Ne ho visti a centinaia di film o telefilm americani in cui la ragazza veniva invitata al ballo della scuola e lui arrivava con i fiori da metterle al polso.

E ho sempre sognato di poter essere io un giorno a ricevere quei fiori e  andare al ballo con un bel vestito lungo.
Lo confesso.
 


Ovviamente non è mai successo. E mai avrei pensato che un giorno sarebbe stati i miei figli a realizzare questo sogno. Mai avrei pensato che un giorno sarei stata quella mamma che guarda con gli occhi lucidi (ma anche con tanto orgoglio) il proprio figlio uscire alla guida della macchina del padre.

Intanto una breve e dovuta spiegazione sui balli della scuola. Ce ne sono due: HOMECOMING e PROM.

HOMECOMING è il ballo che si fa normalmente fra Settembre o Ottobre ed è il ballo di benvenuto per il nuovo anno scolastico. Per poterci partecipare non devi aver avuto richiami disciplinari. Ogni High School (liceo) ha il suo e lo studente può partecipare a quello del proprio liceo o essere invitato da uno studente di un altro liceo; viceversa può invitare un amico di un altro liceo a quello del proprio. Ovviamente si svolgono tutti in date diverse e di sabato. Non è obbligatiorio l'abito formale ma diciamo che non credo nessuno ci vada in jeans!

PROM è invece il ballo di fine anno. Ci può essere il Junior Prom e il Senior Prom separati o combinati insieme. Praticamente Junior sono gli studenti del penultimo anno e Senior quelli dell'ultimo. A questi balli sono ammessi solo gli studenti, appunto, Junior e Senior. Gli altri solo se sono invitati da un junior o senior. Questo è il ballo più importante ed è d'obbligo l'abito formale: abito lungo per lei e cravatta o farfallino per lui.

Un giorno mio figlio ci racconta che era stato invitato al ballo dell'HomeComing di un altro liceo. Da una ragazza. Ma questo è un paese che ancora segue certe tradizioni (come quella del fidanzamento di cui parlavo in QUESTO POST). Quindi mio figlio, che è un gran romandicone, ha scritto un bel cartello grande: "c'è un cielo pieno di stelle ma tu sei la sola che voglio portare all'homecoming"...
Siamo andati a comprare i pantaloni, le scarpe, la camicia e il farfallino (intonato al vestito di lei). Poi siamo andati ad ordinare il CORSAGE, quei fiori che si mettono poi al polso. E ieri sera il mio BAMBINO ragazzo  giovane uomo, è andato cavalcando il cavallo bianco... la Jeep nera del padre (perché la macchinetta azzurra della mamma non fa esattamente "figo"), a prendere la ragazza a casa sua, porgendole i fiori, lei gli aveva preparato i fiori da mettere all'occhiello, e sono così partiti per andare al ballo.
E alle 10:43 era già a casa.

E la mamma a casa, a piangere lacrime disperate e a metabolizzare l'avvenuta crescita del pargolo.

Questo è il corsage che ha scelto mio figlio

E questo è il MIO BAMBINO
Sabato prossimo invece la mia BAMBINA andrà a quello della sua scuola. Ma è il primo anno e raramente hanno il cavaliere che le invita. I FRESHMEN, così vengono chiamati gli studenti del primo anno, vanno con il gruppo di amici.






Sono emozioni.

Sunday, October 9, 2016

Bevi la Coca Cola che ti fa bene

Come cantava il grande Vasco: Bevi la Coca Cola che ti fa digerire con tutte quelle tutte quelle bollicine ...

Coca Cola Foundation(r)  e Blue Cross Blue Shields (una delle più grandi compagnie di assicurazioni degli USA) hanno messo a disposizione una borsa di $100,000.00 (CENTOMILA DOLLARI) per 76 Comunità negli USA.
Per aggiudicarsi questo contributo era necessario presentare un progetto di "Fitness" mirato, appunto, al benessere dei giovani americani.

Fra le 76 comunità, 3 sono in Wisconsin. Una delle 3 comunità nel Wisconsin che ha ricevuto questa borsa è la Washington Middle School di Kenosha.

Ieri è stato inaugurato il centro. Onore a loro!
E voi continuate a bere Coca Cola che a noi ci fa tanto bene!!!

Saturday, October 8, 2016

Insegnare a fare la pasta ai ragazzi del liceo

La mamma di un bambino del mio asilo insegna FOOD & NUTRITIONING nella High School che frequentano i miei figli. Una mattina mi ha telefonato per chiedermi se avevo voglia di fare una lezione sulla pasta italiana e sulle tradizioni italiane.
Che dite? Ho accettato?
Ovvio che sì!

Così martedì scorso ho affrontato con un po' di timore questi ragazzi. Ma prima di raccontarvi i dettagli, vi voglio mostrare la "cucina" in cui studiano questi studenti. (E' giusto ricordarvi che si tratta di una scuola pubblica!).

Mentre io spiegavo, quelli più indietro mi vedevano in TV...



E' imbarazzante. Mi immagino già la faccia del mio amico Dario nel guardare queste foto.

Ho raccontato a questi ragazzi qualcosa dell'Italia, dell'importanza che ha per noi stare seduti a tavola a mangiare BENE e chiacchierare, in famiglia e/o con gli amici.
Mi hanno chiesto cosa mi manca di più delle cose che facevo in Italia e la prima cosa che mi è venuta in mente è l'APERITIVO! Poi mi han chiesto com'è la pizza e gli ho raccontato come e dove è nata la pizza (che sia chiaro che non è nata a New York!) e che se dovessero andare in Italia se chiedono la Pepperoni Pizza potrebbero avere una spiacevole sorpresa!

E poi siamo passati alla pratica.
Ho fatto la pasta davanti a loro, l'ho stirata con la macchinetta e l'ho tagliata, un po' tagliatelle, un po' spaghettini e un po' con la rotella. Ma ho anche fatto vedere come farla se non hanno la macchinetta.
E poi hanno fatto loro: chi ha provato ha fare la pasta (schifandosi un po' nel toccare le uova e nell'avere le mani sporche):





Chi invece ha preferito solo stenderla e "INVENTARE" nuove forme:






Ma alla fine tutti d'accordo sulla parte più divertente: MANGIARLA! Scusate, pensavo di avere fotografato la cucina di fianco su cui bolliva un pentolone di acqua e un buon sughetto!



Faticosissimo ma mi sono divertita tanto.

Ah, nel frattempo di tanto in tanto mio figlio faceva capolino e mi ripeteva tutto quello che avevo detto durante la lezione... qualcuno ha fatto la spia!